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Si può andare in meta anche "Oltre le sbarre". Lo dimostra da anni lo sviluppo del rugby come attività sportiva di recupero nelle carceri italiane. Si è partiti nel carcere di Torino con La Drola co-fondata da Walter Rista (nominato per questo Commendatore della Repubblica) e oggi viene proposto «all'interno di circa 19 Istituti di Pena e 2 Case Famiglia sul territorio nazionale - scrive la Fir nel suo sito - Con l'obiettivo di contribuire, attraverso l'applicazione concreta dei valori educativi del rugby (il rispetto delle regole, dell'avversario, dell'arbitro, il sostegno del compagno) alla risocializzazione del detenuto».

L'arrivo di Macron

Il progetto "Rugby. Oltre le sbarre" fa un nuovo passo avanti con il coinvolgimento dello sponsor tecnico delle nazionali azzurre, la Macron. «Macron e la Federazione Italiana Rugby - scrivono in un comunicato - rinforzano la propria sinergia avviando una collaborazione nell'ambito del progetto di responsabilità sociale Fir "Rugby Oltre le Sbarre".

Macron, che già da diversi anni sostiene attivamente diversi programmi sportivi di rieducazione all'interno delle case circondariali, ha sposato in maniera naturale il progetto, donando il materiale tecnico e vestendo tutti gli atleti coinvolti. Un elemento di grande valore dell'iniziativa risiede nell'organizzazione di momenti coordinati nei quali atlete e atleti delle Nazionali incontrano gli atleti detenuti, condividendo momenti di gioco, confronto e convivialità».

Il battesimo dell'iniziativa

Il primo evento del 2026 di "Rugby Oltre le Sbarre" si è svolto a Bologna. Haa coinvolto il Giallo Dozza Bologna Rugby, squadra che grazie alla normativa specifica rivolta alle società impegnate in progetti a forte impatto sociale partecipa al campionato federale di Serie C. «Dopo gli interventi istituzionali di Macron e della Fir - continua il comunicato - gli atleti della squadra hanno avuto modo di fare una serie di esercizi con i campioni dell'Italia: la capitana della Nazionale Femminile Alessandra Frangipani, i giocatori della Nazionale Maschile Simone Gesi e Jacopo Trulla e dall'Accademia FIR Fabio Salvanti e Nikolaj Varotto».

La dichiarazioni

Angelo Marino (Macron): «La leadership che Macron ha costruito nel mondo del rugby è il risultato di un allineamento profondo e autentico con i valori di questo sport. Il rugby è la disciplina in cui emerge con maggiore evidenza il valore dello spirito di squadra al servizio della crescita del singolo individuo, e il progetto Rugby Oltre le Sbarre ne rappresenta un'applicazione perfetta in ambito di responsabilità sociale».

Antonella Gualandri (vice presidente Fir): «Rugby oltre le sbarre è uno dei progetti di responsabilità sociale di più lungo corso della nostra Federazione, in cui la squadra del carcere di Bologna ha sempre rivestito un ruolo di assoluto rilievo, contribuendo a ispirare e consolidare questa progettualità. L'impegno del nostro sponsor tecnico Macron e la partecipazione delle nostre Azzurre e dei nostri Azzurri, che stagione dopo stagione hanno sposato attivamente questo progetto, testimonia come "Rugby oltre le sbarre" sia entrato profondamente nel tessuto istituzionale di FIR e dei suoi più importanti portatori d'interesse, arricchendo sempre più l'offerta sportiva e formativa dell'iniziativa».

Matteo Carassiti (Giallo Dozza Bologna): «Il progetto di Giallo Dozza nasce dalla piena consapevolezza che il rugby non è solo uno sport, ma uno strumento di crescita personale, di responsabilità e di riscatto. Questa giornata ci permette di dare ancora più forza e dignità a questo percorso, facendo sentire i nostri atleti parte di una comunità vera, che li riconosce, li sostiene e crede nel loro quotidiano percorso di impegno a migliorarsi».