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Dal Sei Nazioni al rugby italiano delle origini e ritorno. È uscito nelle librerie in occasione del torneo, periodo nel quale di solito le case editrici concentrano le novità ovali, il libro dal titolo “Pionieri”. Le origini del rugby in Italia (1910-1945)". Lo firma lo storico sportivo e giornalista veneziano Elvis Lucchese. È pubblicato da Piazza Editore di Treviso. Ha la prefazione del milanese Sergio Giuntini, presidente della Società italiana di storia dello sport (Siss) e autore di numerosi saggi sul tema, nella quale scrive: «Ricco di spunti interessanti e nuovi, il libro di Elvis Lucchese merita sicuramente un seguito». Facendo presagire un seguito per le vicende del secondo dopoguerra.

Il primo rimbalzo a Torino nel 1910

Si tratta di un saggio che approfondisce la storia della palla ovale nel nostro Paese a partire dalla primissima comparsa "ufficiale" a Torino nel 1910 fino al suo sviluppo durante il periodo fascista, quando la disciplina si dota di una Federazione e vede esordire la Nazionale azzurra.

L'errata profezia di De Martino

Il libro racconta i pionieri e la smisurata passione che li ha accompagnati nel seminare il nuovo gioco in un'Italia non certo aperta ad uno sport che appariva ai più, come scrisse all'epoca il noto giornalista del Corriere della Sera Emilio De Martino (nel dopoguerra direttore della Gazzetta dell sport»): «Una zuffa senza bellezza estetica o chiarezza tecnica». Dopo un tortuoso cammino iniziale, dagli inizi degli anni Trenta il rugby incassa il sostegno del regime in quanto disciplina adatta alla preparazione dei giovani italiani in chiave militare. Nel seno delle organizzazioni giovanili fasciste si diffonde così in tutto il paese, godendo anche di una certa attenzione nei mezzi di comunicazione.

La scuola francese e la guerra

Con l'aiuto dei maestri francesi come Saby e Boucheron la palla ovale azzurra conosce anche i primi successi internazionali. Il conflitto chiamerà i rugbisti a nuove drammatiche esperienze e interromperà bruscamente l'avventura del movimento. Grazie ai pionieri, però, il seme del rugby era stato gettato in Italia e sarà pronto a germogliare nel ritrovato entusiasmo del dopoguerra.

Le altre opere di Lucchese

L'autore, Elvis Lucchese, segue il rugby italiano fin dagli anni Novanta, prima come giornalista e più di recente con uno specifico interesse nella storia della disciplina. Fra i suoi libri "La finta di Ivan" (2008), la cui seconda edizione è uscita nei mesi scorsi a distanza di 15 anni dalla prima "Meta Nuova Zelanda" (2012), "Sport di combattimento. Gli esordi del rugby in Veneto, 1927-1945".

Elvis Lucchese, "Pionieri. Le origini del rugby in Italia. 1910-1945", Piazza Editore, 206 pagg., 22 euro

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