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Tra la Spagna e l'Uruguay c'è di mezzo un'Italia A sempre più targata United Rugby Championship. Scorrendo la lista dei convocati dal ct Alessandro Troncon per il prossimo test match con i Teros, in programma domenica 14 novembre allo stadio Plebiscito di Padova, salta subito all'occhio la crescente qualità dell'organico in cui figurano diversi nomi che negli ultimi anni hanno rappresentato punti fermi della Nazionale Maggiore, come Lovotti, Zani, Lazzaroni e Mbandà.

 

Per contro un solo giocatore non è in rosa o si allena stabilmente con Benetton e Zebre oppure in un altro campionato professionistico, il flanker Izekor del Calvisano. E appena quattro sono i permit players: Alongi, Drago, Alessandro Garbisi (tutti Mogliano/Benetton) e Nicotera (Rovigo/Benetton).

 

Con la Spagna gli Azzurri dell'Italia A che militano in club del Top 10 erano 7, tra campo e panchina. Un dato superiore a quello previsto per l'Uruguay ma in ogni caso sparuto tanto da far storcere il naso a più di un appassionato. Ora si scende ancora ma è necessario contestualizzare questo calo, che ha ragioni di campionato: venerdì 12 si gioca Petrarca-Rovigo ed è logico che i vari Swanepoel (titolare a Madrid), Borean e Canali siano stati lasciati ai loro club, come anche il colornese Gesi.

 

Circa la bassa presenza nel gruppo di presenze dal Top 10, sono servite le spiegazioni di Franco Smith, responsabile Fir per l'alto livello, per inquadrare meglio il senso di questa ripartenza della seconda rappresentativa azzurra dopo alcuni anni di vuoto.

Il succo del discorso dell'ex ct azzurro è che in questa prima fase era prioritario gettare le basi del progetto, attingendo a piene mani dalle franchige (permit compresi) e dal bacino allargato della Nazionale degli ultimi anni. Il vero sviluppo del progetto, ha sottolineato Smith, si vedrà dal 2022 quando effettivamente sempre più giocatori di Top 10 verranno coinvolti e via via integrati nei piani di Troncon e dei suoi assistenti Andrea Marcato e Davide Giazzon, entrambi tecnici del massimo campionato. Tempo al tempo insomma e per adesso largo a nazionali, “celtici” e naturalizzati.

 

Se l'idea era partire con il piede giusto, sfruttando la caratura “celtica” di questa Italia A, l'obiettivo tuttavia si è realizzato solo a metà. La vittoria in rimonta, 13-11 dopo un match bruttino e giocato dagli Azzurri al di sotto delle aspettative, può essere considerato il minimo sindacale.

Pettinelli e compagni si presentavano effettivamente alla prima esperienza d'insieme e giocavano in territorio nemico ma pur sempre contro una nazionale, quella spagnola, che nonostante i progressi e l'avanzata nel ranking World Rugby rimane una realtà quasi interamente semi-professionista. Oltretutto, l'unico ad emergere davvero a Madrid è stato Ange Capuozzo (foto), che gioca nel campionato francese.

 

Il mediano del Grenoble non è stato comunque l'unico a farsi notare. Capitan Pettinelli, Marin (autore di tutti i punti dell'Italia A) e Faiva sono stati convocati da Kieran Crowley (insieme a Traorè) per le Autumn Nations Series 2021, che vedranno gli Azzurri esordire sabato 6 novembre all'Olimpico con gli All Blacks. Per il tallonatore del Benetton, neozelandese di origine tongana cresciuto a Auckland, che sta rapidamente scalando le gerarchie del rugby italiano nel suo ruolo, potrebbe avversari la prospettiva di un esordio proprio contro il suo Paese d'origine. Sarebbe il primo naturalizzato del nuovo corso azzurro.

 

 


La lista dei 26 convocati dell’Italia A per l’Uruguay

 

IL CALENDARIO DELLE AUTUMNS NATIONS SERIES

 

Foto Karine Valentin

 

 

 

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