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I numeri uno al mondo escono dall’Olimpico a missione compiuta. Nonostante un paio di Top Player a riposo, uno su tutti Jonny Sexton, l’Irlanda batte l’Italia 20-34. La sfida però è stata tutt’altro che scontata con gli azzurri in partita fino a 10 minuti dalla fine. Fatale la gestione nei punti d’incontro dove ci hanno messo dal primo all’ultimo minuto in difficoltà rubando una quantità di palloni non accettabile se vuoi vincere la partita. Buona la prova del nostro pacchetto di mischia che ha tenuto fisicamente l’impatto con gli irlandesi. Trequarti bene palla in mano mentre troppo “attaccabili” in difesa, è tornato Garbisi autore di una prova sufficiente (forse non era meglio farlo partire dalla panchina visto che Allan finora non si era comportato affatto male?), bene Pierre Bruno con le sue accelerate, Lorenzo Cannone il migliore in campo dei nostri.

In conclusione altra buona prova dell’Italrugby a cui, ora, manca solo la vittoria. Andiamo a vedere ora le Pagelle di Italia - Irlanda.

 

Le Pagelle:

 

15 Ange Capuozzo: un pericolo costante per la difesa irlandese anche quando si tratta di subire placcaggi alti al limite del cartellino, questo perché con le sue corse mette in difficoltà le difese costrette molto spesso agli extra. Un paio di corse da far esultare i 50.000 dell’Olimpico, sempre più idolo delle folle. Voto 6.5

14 Edoardo Padovani: chiude la difesa su Bundee Aki e gli permette troppo facilmente di liberare l’ovale da cui scaturisce la prima meta di Ryan, non placca Aki sulla meta di Keenan, in occasione del suo unico buco butta la palla a una mano. Voto 5

13 Juan Ignacio Brex: altra buona prova del centro italo-argentino che detta bene i tempi anche quando è chiamato a fare il secondo playmaker. Ottimo il passaggio interno per il buco di Pettinelli, calci-passaggio appena troppo lungo su Ruzza. Voto 6.5

12 Tommaso Menoncello: parte dall’inizio trequarti centro e fa quello che gli è stato detto: porta avanti i palloni in mezzo al campo. Bravo quando si esibisce in un paio di calcetti a seguire (al 17’ soprattutto). Voto 6.5

11 Pierre Bruno: intercetta e corre velocissimo sotto i pali segnando di tuffo la meta che riaccende l’Olimpico, non facile la ricezione al 44’, bene in generale sulle palle aeree, ne avevamo bisogno. Voto 7

10 Paolo Garbisi: si fa stoppare il primo calcio della partita, forza il passaggio in occasione dell’intercetto di Lowe. Riprende fiducia col passare dei minuti dando ritmo, 100% ai pali, esce toccato duro alla spalla, bentornato Paolo! Voto 6.5

9 Stephen Varney: fa esplodere l’Olimpico trovando il varco da ripartenza quando segna la prima meta azzurra. Impreciso in un paio di occasioni ma in generale è più che sufficiente la sua prova. Voto 6

8 Lorenzo Cannone: ottime le prime due corse a sostegno palla in mano, una volta bucata la linea sa quando tentare l’offload e quando tenerla. In difesa è solido contro una delle squadre più fisiche al mondo. L’Italia ha trovato il dopo Parisse. Voto 7

7 Michele Lamaro: è il capitano che porta avanti la squadra con l’esempio, sale forte in difesa, placca basso e va basso quando deve portare palla. Stringe i denti per rimanere in campo a fine partita, fuori misura l’ultimo passaggio da touche. Voto 6.5

6 Sebastian Negri: non ha ripetuto la monumentale partita di Twickenham ma ha comunque ben figurato, indispensabile a questa Italia. Sicurezza. Voto 6.5

5 Federico Ruzza: la gestione della touche è andata bene, questo va sottolineato perché davanti avevamo il top a livello mondiale in questo reparto. Ruba un pallone fondamentale in difesa al 53’. Voto 6

4 Niccolò Cannone: lavora sodo in ruck e maul, ma è proprio dai punti d’incontro che nascono i problemi per i nostri. Si tuffa cercando di placcare Aki, non lo ferma ma gli fa perdere il pallone e di fatto salva una meta. Voto 6

3 Simone Ferrari: buona prova in chiusa contro uno dei pack più solidi e pesanti al mondo, nelle prime tre partite la sua presenza (o meno) in campo si è sempre sentita. Altro da aggiungere? Voto 6.5

2 Giacomo Nicotera: da tutto quello che ha, a volte può bastare, a volte no. Il mulo di Trieste sta migliorando notevolmente non solo dal punto di vista fisico ma anche di comprensione del gioco e skills. Voto 6.5

1 Danilo Fischetti: tanto lavoro in mezzo al campo soprattutto in difesa dove è chiamato a una lunga serie di placcaggi. In mischia tiene bene, si è visto poco palla in mano. Voto 6

 

 

16 Luca Bigi: corre, placca e cerca di mettere del suo in ruck. A 5’ dalla fine sbaglia il lancio (troppo corto) in una touche fondamentale nei loro 5 metri. Voto 5.5

17 Federico Zani: poche cose fatte bene, tiene in chiusa, si da da fare in difesa, 20 minuti di esperienza. Voto 6

18 Marco Riccioni: 10 placcaggi in 33 minuti sono tanti, nessun pallone in  attacco, tiene in chiusa. Voto 6+

19 Edoardo Iachizzi: in attacco non ha ricevuto palloni ma in difesa si da da fare portando 5 placcaggi in un quarto d’ora. Voto 5.5

20 Giovanni Pettinelli: suona la carica quando trova avanzamento in uno de due palloni ricevuti, non sbaglia un placcaggio e mette energia. Voto 6

21 Alessandro Fusco: gioca ordinato e da sicurezza ma 13 minuti sono pochi per dare valutazione. sv

22 Luca Morisi: sv

23 Tommaso Allan: sv

 

 

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