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Settimana scorsa la FIR ha aggiunto una norma riguardante il limite di giocatori stranieri da schierare in campo dalla prossima stagione: in TOP12 non più quattro ma tre, rimane invariato il numero (uno) dei permessi di soggiorno per Serie A e Serie A Femminile. La proposta era nell'aria da qualche tempo e anche Rugbymeet ne aveva parlato in aprile durante lo stop delle attività.

La circolare informativa emessa dalla Federazione Italiana Rugby il 10 giugno impone la riduzione da 4 a 3 dei permessi di soggiorno per i giocatori extracomunitari in lista nelle partite di Top 12. La notizia ha però sorpreso molte squadre del massimo campionato dal momento che già da qualche settimana avevano avviato alcune trattative di mercato, anche per quanto riguarda gli onerosi ingaggi dei giocatori stranieri.

Stando al nuovo regolamento Rovigo, che aveva già messo sotto contratto quattro giocatori stranieri, potrebbe rinunciare a uno di questi, situazione analoga anche per Valorugby Emilia, Petrarca Padova e Rugby Colorno. I Lyons Piacenza hanno invece prolungato il contratto con i due argentini Acosta e Paz mentre stanno cercando un mediano di apertura che vada a sostituire il francese Guillomot.

 

“Oggi o domani risponderò alla lettera dove Rovigo chiede alla Federazione italiana rugby di riconsiderate la regola sulla riduzione degli stranieri. Ieri invece ho inviato quella in cui l'Eprc comunica che la prossima stagione nessuna italiana del Top 12 disputerà la Challenge Cup” dichiara il presidente Fir Gavazzi dal Gazzettino anticipando dunque che dalla prossima stagione nessuna italiana di TOP12 parteciperà alla Challenge Cup. “Noi avevamo dato la disponibilità a iscrivere anche due squadre - specifica Gavazzi - ma vista la stagione particolare l'Eprc vuole disputare la Challenge senza italiane”.

 

Tornando alla riduzione degli stranieri in campo nel TOP12: “è una decisione del consiglio federale, non mia. Presa per ridurre i costi nella situazione di crisi determinata dal Covid-19. In quella riunione tutte le società piangevano miseria e, avevano problemi economici, qualcuna temeva di non riuscire ad iscriversi al prossimo campionato. Così la decisione è stata presa per aiutarle”.

Va comunque chiarito che non è assolutamente obbligatorio acquistare o mettere sotto contratto giocatori stranieri, ogni squadra è libera di scendere in campo con una formazione interamente italiana.

Sembra però che le proteste di Rovigo non saranno ascoltate, “ho riunito il comitato direttivo e la Fir non tornerà sui propri passi, per rispetto del consiglio federale” conclude Gavazzi.

 

 

Foto Massimiliano Sandri

 

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