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Il tema dell’omofobia e della transfobia è molto discusso anche nello sport. Nella giornata di ieri 17 maggio, giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia, lo sport si è mobilitato per sensibilizzare questo argomento, dalle più grandi squadre di calcio ai quotidiani di grande spessore come La Repubblica o Il Corriere della Sera, tutti scesi in campo dando segnali come cambiare l’immagine profilo aggiungendo i colori dell’arcobaleno, simbolo di inclusività.

Anche il rugby nel suo piccolo si è mosso, tre le squadre italiane che hanno sensibilizzato questo tema: la Nazionale Italiana Rugby, le Zebre Rugby e il Rugby Colorno, club di Top10.

 

La Fir ha promosso ancora una volta l’attività di Libera Rugby Club, Società affiliata dichiaratamente gay-friendly, pubblicando un video sul Club capitolino e l’impegno a favore dell’inclusione e la lotta alla discriminazione che lo vede protagonista nelle parole del Presidente Zito, di coach Valerio Amodeo e del prima linea Zuiani durante una normale giornata di allenamento sul campo dell’Arnold Rugby, con il coinvolgimento del direttore di gara Emanuele Tomò, impegnato a sua volta al fianco di Libera Rugby Club.

 

“E’ importante che si facciano ancora dei passi in avanti, non tanto dal punto di vista della società ma dell’ambiente, affinché l’ambiente renda il più possibile confortevole per ogni persona ammettere liberamente la propria sessualità, essere a suo agio con la propria sessualità e non avere il problema di doverlo rendere pubblico” ha dichiarato l’arbitro internazionale Tomò.

 

 

 

 

Le Zebre Rugby si espongono così: "I nostri colori e valori sono gli stessi del Libera Rugby Club!"

Nella Giornata Mondiale Contro l’Omofobia, scendiamo in campo per una società in cui chiunque possa esprimere liberamente il proprio orientamento sessuale e la propria identità di genere scrivono su Twitter le Zebre.

 

 

Infine il Rugby Colorno, club di Peroni Top10, ha pubblicato questo video messaggio raccogliendo frasi dai suoi stessi tesserati, dalle giovanili ai seniores. A parlare sono stati i giovani, i giocatori della prima squadra maschile e femminile:

 

 

 

 

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