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Sono passati 10 anni dalla nascita degli Aironi Rugby, la prima vera franchigia (per modalità di costituzione) nata per partecipare nel 2010 al campionato di Celtic League. All’inizio a vincere il bando federale per partecipare alla lega celtica furono Aironi e i Pretoriani di Roma, questi ultimi spariti sul nascere e presto sostituiti dal Benetton Rugby.

La franchigia lombardo-emiliana aveva base allo Stadio Zaffanella di Viadana, casa del Rugby Viadana maggiore azionista assieme a molti club del parmense e del mantovano, tra questi Rugby Colorno, Rugby Parma, Amatori Parma, Rugby Noceto e Rugby Mantova.

Gli Aironi hanno dato la possibilità a molti azzurri emigrati nei campionati esteri di tornare in Italia mantenendo una certa remunerazione, al pari dei club inglesi o francesi. Ecco quindi il ritorno in patria dei vari Andrea Masi, Marco Bortolami, Fabio Ongaro, Salvatore Perugini e Mauro Bergamasco. Il pubblico di Viadana aveva risposto bene facendo registrare ben 1.300 abbonati a stagione.

 

Parliamo però di un’avventura che in riva al Po è durata solamente due stagioni. “Sono stato tradito dai soci eccetto Colorno: credevo di avere a che fare con degli uomini e invece erano dei saltafossi” ricorda Silvano Melegari, ex presidente di Rugby Viadana e Aironi Rugby.

Gli Aironi hanno rapidamente affrontato un crack finanziario, il 16 aprile 2012 la Federazione italiana rugby revocò la licenza al termine della seconda stagione di vita (chiusa all'ultimo posto). Gli Aironi furono sostituiti immediatamente dalle Zebre Rugby - istituite il 17 giugno 2012 - che hanno tuttora sede a Parma allo stadio Sergio Lanfranchi e nel cui roster confluirono gran parte degli ex giocatori Aironi.

 

“E' stata una straordinaria avventura - ricorda Silvano Melegari dalle pagine della Gazzetta di Mantova - che ha vissuto tre fasi. Dapprima la grande vittoria del bando presentando ben più di quanto richiesto grazie ai 4,5 milioni stanziati dalla Regione, ai 750mila euro dal Comune di Viadana e ai 250mila euro dalla Provincia di Mantova. Quindi la fase dei due anni dei grandi eventi vissuti, assistendo a gare straordinarie. Infine, la fase finale con i parmigiani che sono venuti a nozze coi fichi secchi. Pensavo di avere a che fare con degli uomini ma in realtà erano dei saltafossi. Si erano accodati prendendo l'impegno preciso di deviare le maggiori risorse verso la franchigia invece solo Viadana e Colorno hanno destinato i fondi al progetto”.

Gli Aironi in piena crisi chiesero aiuti economici alla Fir capeggiata dall’allora presidente Giancarlo Dondi, aiuti che non arrivarono. “Chiedemmo un sostegno dalla Federazione che non arrivò - puntualizza l'ex patron Melegari -. Visto quanti milioni in seguito la Fir ha disperso per le Zebre, mi vien da pensare che ci fosse sotto un disegno occulto per far andare la franchigia a Parma”.

Ma a Parma gli Aironi stessi erano destinati ad andare, in un progetto quantomeno di alternanza delle gare casalinghe. “L'anno dopo la creazione delle Zebre - annota Melegari dalla Gazzetta di Mantova - Treviso, l'altra franchigia, chiese e ottenne gli stessi 4 milioni dati dalla Fir alla sua creatura. Per salvare gli Aironi ne servivano meno”.

 

La strada degli Aironi non è stata entusiasmante dal punto di vista dei risultati, sono state appena sei le vittorie in due stagioni. All’inizio fu Franco Bernini alla guida tecnica successivamente sostituito da Rowland Phillips, tecnico gallese della difesa.
La prima vittoria della franchigia arrivò l'11 dicembre in Heineken Cup (Aironi - Biarritz 28-27). La prima in Celtic giunse il 26 marzo 2011 contro gli irlandesi del Connacht (25-13), sempre allo Zaffanella.

Quattro vittorie, ancora tutte casalinghe, nel campionato successivo contro Edimburgo, Benetton, Connacht e contro i campioni in carica del Muster.

 

L'unico derby (su quattro) vinto contro i trevigiani terminò 27-15 grazie al piede di Luciano Orquera, 9/9 dalla piazzola. Quell’anno l'Heineken Cup fu giocata a Monza dove il 12 novembre 2011 la sfida contro i Leicester Tigers fu giocata davanti a 8.150 spettatori accorsi al Brianteo, affluenza record.

 

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