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Nato a Benevento il 6 marzo 1978, ex pilone della Nazionale con 83 caps, 3 Rugby World Cup e 12 Sei Nazioni. Questo il curriculum del Salvatore Perugini giocatore.

Al di fuori del rugby Perugini fa l’imprenditore nel campo della ristorazione ed è tornato nel casale di famiglia a Pontelandolfo (Sannio, ai confini con il Molise), l'ha ristrutturato, ci ha trasferito i cavalli (grande passione) e si è messo a produrre olio.

Oggi “Totò” è vice presidente federale responsabile del Rugby giovanile dei Rapporti con gli atleti della Nazionale e dei Rapporti con il Sud Italia.

“C'era l'opportunità di candidarmi ed è andata bene. Ora vorrei rappresentare in particolare il Sud, un'area che deve essere sviluppata. Dal 2000 in poi il divario si è ampliato, la crisi economica ha peggiorato la situazione. Come FIR dobbiamo far sentire la nostra presenza. Serve un progetto specifico per il Sud. Punto a creare una commissione che se ne occupi”. Le parole di Totò intervistato da Francesco Volpe del Corriere dello Sport

Da pilone della Nazionale a vicepresidente FIR “Questa è una grande sfida, pari a quelle di quand'ero giocatore. Ho conosciuto la realtà di Tolosa e ho capito che bisogna essere professionisti per struttura e organizzazione, ma conservando i valori del rugby: unione, solidarietà, famiglia. Cercherò di portare questa mia esperienza”. 

E' stato lanciato da Brad Johnstone, ha giocato sotto Kirwan, Berbizier e Mallett. E giudica molto positivamente il nuovo c.t. Conor O'Shea. “L'attuale staff della Nazionale è il punto di forza del movimento. Possono dare un indirizzo, sia tecnico che organizzativo anche con l'aiuto di Aboud. Già a novembre si è vista un'aria nuova. Il Sudafrica non sarà stato al 100%, ma quella resta una grande vittoria, in passato difficilmente avremmo vinto una partita del genere.”

Più forte la tua Nazionale o questa? “Il mio gruppo aveva più personalità, perché venivamo da un rugby meno tecnico, a pane e frittata, ma che richiedeva tanto carattere e la giusta attitudine. Quella attuale è un'Italia potenzialmente più forte, ma ha bisogno di tempo. Fatela crescere, raggiungerà risultati migliori”. 

C'è un problema di leadership? “Parisse, Ghiraldini, Zanni, Favaro e Biagi possono garantire ancora qualche anno di supporto ai più giovani. Poi un leader emerge da solo. Canna può diventarlo”.

Curiosità: Totò Perugini è sempre stato un ammiratore degli All Blacks e ha addirittura fatto registrare all'anagrafe i due figli come Valentino Black (oggi 8 anni) e Dora Black (7). “Eravamo a Tolosa, pensavo che dopo il primo nome l'impiegato mettesse la virgola”. Non la mise. “Mia moglie Paola mi voleva strozzare!”.

 

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