1 mese fa 31/05/2020 03:03

Le prime parole di Franco Smith da CT dell’Italrugby

“Devo dire grazie al Presidente Gavazzi e a Franco Ascione che hanno creduto nelle mie capacità”

Inizialmente doveva prendere solo a titolo temporaneo le redini di questa Italia, almeno fino al Sei Nazioni, poi sarebbe tornato a occuparsi dell’attacco. Invece Franco Smith è stato confermato CT della Nazionale Italiana di Rugby con un contratto di 4 anni con termine al 30 giugno 2024, dopo i mondiali di “Francia 2023”.

Il sudafricano conosce bene il movimento italiano avendo giocato per diversi anni mediano di apertura con Benetton e avendo poi ricoperto l’incarico di allenatore dei Leoni trevigiani sino al 2013. Da allenatore il 48enne ha vinto 2 campionati (2009-2010), una Coppa Italia (2010) e una Super Coppa italiana (2009).

A convincere i vertici federali potrebbe essere stato il suo spirito competitivo e la sua nota serietà visto che, sino ad ora, nelle tre partite del 6 Nazioni un lieve miglioramento non si è percepito. Sicuramente ci sarà bisogno di più tempo per far dimenticare la pesante sconfitta di Cardiff (42-0) e lo 0-17 casalingo contro l’abbordabile Scozia, partita sufficiente quella giocata contro la Francia a Parigi ma comunque terminata con un netto 35-22.

 

Le prime dichiarazioni di Franco Smith:“Abbiamo lavorato tantissimo per aumentare le nostre capacità e sviluppare il nostro DNA, stiamo cercando di continuare su questa strada.”

“Risultati? Come tutti gli sport al mondo per arrivare ai risultati bisogna fare un percorso. Ci sono state tante buone cose fatte prima di me, quando sono arrivato ho cercato di aggiungere qualcosa e nel contempo ho chiesto qualcosa di più ai ragazzi.”

“Devo dire grazie al Presidente Gavazzi e a Franco Ascione che hanno creduto nelle mie capacità e nel contributo che posso portare a questa Italia.”
“In Italia bisogna sviluppare alcune cose, tra queste la necessità di creare giocatori di livello internazionale. Ultimamente ho visto tanti giocatori competitivi, entrambe le franchigie sono molto più competitive di una volta. Il prossimo passo sarà sviluppare giocatori competitivi a livello internazionale. Questo contribuirà a far crescere il movimento. Per me è motivo di orgoglio questa nomina”.

 

Tutti i tecnici federali della stagione 2020/21

 

Michele Morra  1 mese fa

Premesso che nemmeno se venisse ad allenare Gesù Cristo le cose cambierebbero in un biennio,la scelta della federazione appare per l'ennesima volta poco coraggiosa e difensiva.Nulla contro Smith,ma dubito fortemente che possa sviluppare un nuovo dna con il materiale a disposizione,l'età media della nazionale cresce e l'unica annotazione degna di essere riportata è rappresentata da una serie lunghissima di sconfitte.Non manca molto al fine ciclo di questi atleti ed i giovani di livello non ci sono,ne occorrerebbero almeno una settantina ma forse arriviamo a sei o sette.Come già detto centinaia di volte,il problema del nostro movimento nasce dalla testa,è in federazione il limite enorme che impedisce al nostro rugby di crescere.Ma evidentemente queste scelte in stile "tiriamo a campare" vanno bene a molti,specie a chi ne è beneficiato.E poi,come si diceva qualche tempo fa:meglio tirare a campare che tirare le cuoia.

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