2 anni fa 08/05/2017 11:39

Syd Millar: il cielo d'Irlanda

Syd Millar ha speso l'intera esistenza nel mondo del rugby, toccandone tutti gli aspetti: da giocatore, ad allenatore, da dirigente a presidente dell'International Rugby Board.



"Non c'è nulla di cosmetico in Millar. Quello che si vede è quello che lui è.” (Jim Stokes)

“Bisogna ridurre le complessità del gioco alla semplicità. Se si cerca di inculcare troppe nozioni ai giocatori essi dimenticano il piano e diventano confusi.” (Syd Millar)

Syd Millar è uno di quei personaggi che hanno speso l'intera esistenza nel mondo del rugby, toccandone tutti gli aspetti: da giocatore ad allenatore, da dirigente a presidente dell'International Rugby Board, l'organo più importante di Ovalia.

Pilone destro, ma capace di giocare in entrambi i lati della mischia grazie alla sua abilità tecnica, Millar ha guadagnato 37 presenze con la maglia dell’Irlanda, dal 1958 al 1971, ma è stato con i British & Irish Lions che il nordirlandese è diventato una vera e propria leggenda. Il suo coinvolgimento con il club itinerante britannico è stato talmente immenso che neppure il grande Willie John McBride può competere con lui. Tre tour da giocatore, uno vincente come allenatore e un altro nel ruolo di direttore tecnico. Oltre a ciò, Syd è stato membro del comitato dei rossi nel 1993 e nel 1997, selezionatore nel 1977 e presidente ai tempi del tour del 2001 in Australia. Un incredibile record di nove viaggi in sei decenni.


 

John Sydney “Syd” Millar è nato il 23 maggio 1934 a Ballymena, cittadina dell'Irlanda del Nord situata nella vecchia contea di Antrim, che ha dato i natali anche a David Humphreys e all’attore Liam Neeson.
Di professione pilone, Syd ha iniziato a calcare i campi da rugby nel Ballymena RFC appena terminata la Seconda Guerra Mondiale. Il club in maglia nera all’inizio degli anni cinquanta ha creato una prima squadra che ha potuto disputare il campionato maggiore dell'Ulster e nel 1954 ha traslocato dalle strutture della Ballymena Academy all'Eaton Park, la sua sede attuale.

Il 19 aprile 1958 Millar ha vestito la sua prima maglia della nazionale irlandese. Si giocava contro la Francia di Michel Crauste all’Yes de Manoir di Colombes, ultima giornata di un Cinque Nazioni che per il XV del Trifoglio è risultato essere disastroso. Anche quel giorno la squadra capitanata da Noel Henderson ha perso 6 a 11 e si è portata in patria il poco onorevole Cucchiaio di Legno.

Il pilone ha disputato tutte le partite del Cinque Nazioni del 1959, con l’Irlanda che ha iniziato perdendo in casa per mano dell’Inghilterra con il risultato calcistico di 0 a 3. La squadra in verde si è poi ripresa e ha vinto a Murrayfield 8 a 3, grazie ad una meta del centro Jhon Dooley, trasformata da David Hewitt, e ad un penalty dello stesso atleta di Belfast. La terza giornata ha visto il XV del Trifoglio perdere 6 a 8 in Galles, mentre il 18 aprile i celti hanno inflitto alla Francia di Lucien Mias la loro unica sconfitta; un 9 a 5 maturato con la meta dell'ala Niall Brophy, trasformata da Hewitt, e al drop dell'apertura Michael English.

Terminato il torneo, Syd ha preso parte al tradizionale tour di Pasqua che i Barbarians hanno intrapreso in Galles, Tra il 27 ed il 30 marzo il ragazzo ha giocato le partite contro Penarth, Cardiff e Swansea. Il club ad inviti ha pareggiato con i primi 6 a 6 e vinto le altre due sfide.
A maggio il ragazzo è partito alla volta dell’Australia e Nuova Zelanda con i British Lions.

In un viaggio durato sei mesi i Lions hanno disputato un totale di 33 incontri, vincendone 27 e lasciandone 6 agli avversari. Per quanto riguarda Millar, il pilone è sceso in campo in 19 occasioni e ha segnato 1 meta al Wellington. Il giocatore del Ballymena ha disputato tre dei sei test match in programma, due con i Wallabies e uno contro gli All Blacks, nello stadio della capitale neozelandese. I Leoni capitanati dall’irlandese Ronnie Dawson hanno battuto gli Aussies con ampi margini in entrambe le sfide, ma gli All Blacks di Wilson Whineray si sono rivelati superiori e hanno vinto le prime tre sfide, concedendo agli ospiti soltanto il punto della bandiera nel quarto test match a Auckland.
Sulla strada del ritorno i rossi si sono fermati anche in Canada, dove sono state giocate un paio di sfide.

Nel 1960 il pilone ha disputato tutte e quattro le partite di un Cinque Nazioni sfociato in un brutto whitewash. L’Irlanda ha poi perso anche il 17 dicembre contro gli Springboks di Avril Malan, i quali hanno espugnato il Lansdowne Road con il punteggio di 8 a 3.
Millar si è rifatto sui medesimi sudafricani il 4 febbraio del 1961, quando li ha affrontati con la maglia dei Barbarians all’Arms Park vincendo 6 a 0.

Una settimana più tardi il XV del Trifoglio ha sconfitto 11 a 8 l’Inghilterra a Dublino nella prima giornata del Cinque Nazioni 1961. Purtroppo, è stata questa l’unica vittoria degli irlandesi nell’arco del torneo e ancora una volta la squadra si è classificata all'ultimo posto.

In primavera la nazionale irlandese ha intrapreso un tour in Sudafrica, dove il 13 maggio ha affrontato in un unico test match gli Springboks a Cape Town, dove i padroni di casa che hanno vinto con il punteggio di 24 a 8. I verdi hanno disputato anche tre partite non ufficiali, contro South West District XV, Western Transvaal e la Rhodesia, uscendone sempre vittoriosi.

[caption id="attachment_10763" align="aligncenter" ] I Lions del 1962[/caption]

 

Il Cinque Nazioni 1962 ha visto nuovamente l’Irlanda terminare con lo zero nella voce vittorie. Di quel torneo Syd ha giocato tre sfide, saltando solamente quella con il Galles.

In aprile il ragazzo di Ballymena ha partecipato ancora al tour dei Barbarians in Galles, dove ha giocato in due occasioni: contro Cardiff e Swansea. Poi, a giugno, è partito nuovamente con i British Lions.
Questa volta la meta era il Sudafrica, il coach Harry McKibbin e capitano l’ala scozzese Arthur Smith. I britannici hanno disputato 25 partite nell'arco del tour, compresi quattro test match risoltisi in tre sconfitte e nel pareggio all’Ellis Park di Johannesburg.
Miller è sceso in campo sedici volte, tra cui tutti i quattro test con gli Springboks, realizzando una meta al Boland e un’altra ai Border Bulldogs.

Il Cinque Nazioni dell’anno seguente si è risolto per gli uomini in maglia verde con il pareggio casalingo contro l’Inghilterra, squadra che avrebbe vinto il torneo, le sconfitte patite da Scozia e Francia e, soprattutto, con la vittoria sul Galles a Cardiff. Era dal 3 a 3 conseguito nel 1951 che l’Irlanda non prendeva punti in territorio gallese, mentre l’ultima vittoria risaliva al 1949.

A causa di un infortunio Syd ha disputato solo una partita nel 1964, quella con la Francia a Parigi. A quel punto, il pilone ha avuto una lunga pausa dalla nazionale durata sino al 1968, quando a 34 anni ha ripreso il suo posto in prima linea per disputare il Cinque Nazioni.
Il torneo ha visto l’Irlanda compiere un cammino finalmente positivo dopo anni di delusione. La squadra con lo Shamrock sul petto ha vinto le partite casalinghe contro Galles e Scozia, ha pareggiato 9 a 9 a Twickenham, grazie a tre piazzati di Tom Kiernan, e ha perso la sfida con una Francia che ha così ottenuto il Grande Slam.

A giugno, sempre del 1968, i British Lions sono partiti nuovamente in direzione Sudafrica ed il coach dublinese Ronnie Dawson ha concesso a Millar il suo terzo tour.
Il pilone ha disputato due dei quattro test match, terminati come nel 1962, con i Leoni sconfitti tre volte ed un pareggio. Oltre a questi, Syd ha giocato anche sette sfide infrasettimanali, arrivando quindi a toccare quota 44 partite in tre tour.

[caption id="attachment_10764" align="aligncenter" ] Syd Millar durante il tour dei Lions del 1980.[/caption]

 

Il 25 gennaio 1969, data d'inizio del Cinque Nazioni, l’Irlanda ha sconfitto 17 a 9 i campioni in carica francesi, grazie ad una prestazione magistrale del trequarti ala John Moroney, autore di 14 punti.
Due settimane più tardi gli uomini capitanati da Tom Kiernan hanno sconfitto 17 a 15 l’Inghilterra, sempre al Lansdowne Road, per poi espugnare Murrayfield al terzo round vincendo con il risultato di 16 a 0.
Con Ronnie Dawson diventato proprio quell’anno il primo selezionatore della nazionale, gli uomini in maglia verde sembrava avessero finalmente trovato la quadratura del cerchio e campioni degni di questo nome. Oltre a Millar, i pezzi da novanta erano Willie John McBride, anch’egli atleta del Ballymena, Mike Gibson, Tom Kiernan ed il tallonatore Ken Kennedy. La prima linea era completata da Philo O'Callaghan. All’ultima giornata, però, quella che avrebbe dovuto consegnare il titolo con tanto di Grande Slam e Triple Crown, l’Irlanda è caduta a Cardiff contro un XV gallese che proprio in quell’occasione iniziava la scalata che l’avrebbe portato sulla vetta del mondo per tutto il decennio successivo. Gente come Barry John, autore di un drop, Gareth Edwards, JPR Williams, Gerald Davies, Keith Jarrett ed il capitano Brian Price hanno fatto sì che i Dragoni vincessero la partita per 24 a 11 e negassero agli irlandesi un successo che mancava loro ormai dal lontano 1951.

Il 10 gennaio 1970 l’Irlanda ha pareggiato 8 a 8 a Dublino contro gli Springboks. Quindici giorni dopo è iniziato il Cinque Nazioni con lo 0 a 8 subito dalla Francia di Pierre Villepreux allo Stade Yves-du-Manoir. Quel torneo ha visto gli uomini di Dawson vincere le due gare interne e tornare sconfitti dalle trasferte di Parigi e Londra. Syd ha disputato di nuovo tutte e quattro le partite, ma quella con il Galles del 14 marzo 1970 è stata la sua ultima in maglia verde.

Il pilone è sceso in campo 37 volte con il Trifoglio sul petto, mentre altri 9 caps li ha ottenuti con i British Lions, in un arco di 12 anni.

Nel 1971 Millar ha disputato altre due partite con la maglia dei Barbarians: il 9 aprile ha affrontato il Penarth e tre giorni dopo lo Swansea. A quel punto il ragazzo poteva vantare anche 10 inviti da parte del famoso club.

Dopo il ritiro internazionale Syd ha proseguito l'attività con il Ballymena fino al 1980, quando a 45 anni suonati a disputato la partita d’addio con la conquista della McCambley Cup.

A quel punto, di pari passo con la sua professione di uomo d'affari e imprenditore nel ramo edile nella Contea di Antrim, è proseguita anche la carriera nel rugby in qualità di allenatore, ruolo nel quale nel 1974 ha intrapreso il quarto tour con i British Lions.
È stato il tour degli Invincibles, diventato famoso per le 21 vittorie ed un pareggio su 22 partite e per la famigerata Code 99, la chiamata con la quale il capitano Willie John McBride chiamava 14 leoni a difesa del compagno aggredito, nata a causa della ripetuta e feroce aggressività da parte degli avversari.

Non molto tempo dopo il loro ritorno a casa, il Ballymena RFC ha aggiunto alle strutture della propria club house una stanza per onorare i suoi figli più grandi, Millar e McBride, con ricordi che mostrano le carriere di entrambi e i cimeli di quel tour leggendario.

Nell'estate del 1977 Syd ha condotto in tour in Sudafrica una selezione di stelle internazionali chiamata World XV, nella quale erano schierati campioni del calibro di Hugo Porta, Gareth Edwards, Jean-Pierre Rives  Willie John McBride, che era il capitano, ed i nostri Rino Francescato e Ambrogio Bona. Il 27 agosto 1977, a Pretoria, la squadra ha affrontato gli Springboks, con questi ultimi che si sono imposti per 45 a 24.

Nel 1980 l’ex pilone è stato eletto capodelegazione di un altro tour dei Lions, che si è tenuto ancora una volta in Sudafrica e che è stato oggetto di critiche in quanto il governo britannico non approvava che i propri giocatori si recassero in un paese dove vigeva l’apartheid. Il tour comunque si è svolto regolarmente e ha visto gli uomini capitanati da Bill Beaumont perdere la serie 1 a 3.



Nel 1985 Millar ha rivestito l’incarico di presidente della Rugby Union Ulster. Due anni più tardi è volato in Nuova Zelanda con la nazionale irlandese in qualità di Team Manager in vista della prima edizione della Coppa del Mondo. Nel dopo cena del primo match, però, il coach Mick Doyle ha subito un infarto cardiaco e Syd è stato costretto a prenderne il posto, affiancato da Jim Davidson.
L’Irlanda è giunta seconda nel proprio girone alle spalle del Galles, per poi essere sconfitta ai quarti dall’Australia.

Al rientro in patria sulla panchina irlandese vi è rimasto Jim Davidson. Per quanto riguarda Syd, nel 1992 è stato nominato rappresentante della IRFU nel Consiglio dell'International Rugby Board. Lo stesso anno l'ex nazionale e Lions ha ricevuto la laurea Honoris Causa in Scienze presso l'Università dell'Ulster di Londonderry.

Nel 2001 Syd è diventato presidente dei British Lions che hanno intrapreso il tour in Australia, mentre il 16 settembre dell'anno successivo è stato nominato vicepresidente del Consiglio d'Amministrazione dell'IRB al posto del neozelandese Rob Fisher. Poco dopo, quando al gallese Vernon Pugh è stato diagnosticato un tumore, Millar è diventato presidente ad interim del Board  e nel momento in cui Pugh ha passato l’ovale nel 2003 ha assunto la carica in via definitiva, mantenendola fino al dicembre del 2007. Durante il suo mandato sono stati organizzati i mondiali di Australia e Francia e a lui si deve anche l’ingresso del Rugby Seven ai Giochi Olimpici.

Nel 2003 l’ex pilone è stato introdotto nella International Rugby Hall of Fame e due anni più tardi ha ricevuto il titolo di Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico (precedentemente era stato onorato con l'MBE). Il 20 maggio 2004 le autorità di Ballymena hanno consegnato a Millar le Chiavi della Città.

Il 12 dicembre 2007 Millar ha ottenuto la Légion d'Honneur, la più alta onorificenza francese, in una cerimonia presso il Ballymena Rugby Club tenuta da Bernard Lapasset, suo successore in qualità di presidente IRB. È difficile immaginare che Napoleone Bonaparte, fondatore della Legione d'Onore nel 1802, avrebbe approvato un club di rugby come sede per consegnare una tale illustre onorificenza. A ragion del vero, c'è da dire che Millar non è stato il primo Irlandese a ricevere la Legione. L'onore spetta al tenente colonnello Blair 'Paddy' Mayne, eroe della Seconda Guerra Mondiale e anch’egli giocatore di rugby.

Nel 2012 Syd è stato nominato vicepresidente del Barbarians Rugby Football Club.

Anche con due operazioni di ricostruzione dell'anca e un triplo by-pass, l’energica impronta diplomatica di Millar è ancora molto evidente nell’odierno mondo del rugby in continua evoluzione.

 

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