1 anno fa 02/07/2018 13:38

Rob Wainwright: ordinary hero

Uno degli eroi scozzesi degli anni '90

In questi giorni puoi ottenere solo 15 mischie in una partita, ma possono esserci 40 o 50 touche e il possesso dalla line-out è più utile ai tuoi trequarti rispetto alla mischia. Per questo motivo è meglio stipare quanti più saltatori puoi nel tuo pack, anche a spese della mischia chiusa.” (Rob Wainwright)

Rob Wainwright è stato l’erede di John Jeffrey e Finlay Calder nella terza linea della nazionale scozzese, dove il ragzzo poteva giocare tanto nel ruolo di flanker quanto in quello di Numero 8. Abile saltatore in touche, Rob ha guadagnato 37 caps con il Cardo sul petto, 13 dei quali in veste di capitano, onore che ha ricevuto direttamente da Gavin Hastings quando questi si è ritirato. Militare di professione, Wainwright ha preso parte alla Coppa del Mondo del 1995 in Sudafrica e due anni più tardi ha intrapreso il tour con i British Lions sempre nel Paese Arcobaleno.

Robert Iain Wainwright è nato il 22 marzo 1965 a Perth, capoluogo della regione scozzese di Perth e Kinross. unico figlio maschio dei cinque avuti da Jim Wainwright e sua moglie Jean, campionessa scozzese di ciclismo e corsa sulla lunga distanza.

Da ragazzo Rob ha studiato presso il Glenalmond College di Perth, dove suo padre insegnava geografia ed era il preside, e poi si è iscritto a medicina al Magdalene College di Cambridge grazie ad una borsa di studio dell'esercito. Mentre si trovava a Cambridge, Rob ha giocato a rugby per il XV dell’Università e ha praticato la boxe.

Nel 1987, una volta laureatosi in medicina, Wainwright è entrato a far parte del corpo sanitario dell'Esercito, dove ha giocato a rugby con la squadra della British Army per quasi tutta la sua carriera, anche se contemporaneamente scendeva in campo per gli Edinburgh Academicals. Nonostante le ottime performance da lui messe in mostra, però, Robert è stato costretto ad aspettare lo scioglimento della famosa terza linea formata da Jeffrey, Calder e White, dopo la Coppa del Mondo del 1991, prima che potesse farsi strada nella nazionale scozzese.

La chiamata per Rob è arrivata nel 1992, quando l’allora coach della nazionale, Ian McGeechan, lo ha inserito nella lista dei giocatori che hanno preso parte al Cinque Nazioni. Il ragazzo ha ottenuto il suo primo cap il 15 febbraio a Dublino, entrando in campo dalla panchina come flanker nel match che gli scozzesi hanno vinto 18 a 10. Di quel torneo l’avanti ha giocato anche la sfida con la Francia a Murrayfield, stavolta schierato nel XV titolare, formando la terza linea assieme a Dave McIvor e al Numero 8 Derek White. Anche in questo caso il team capitanato da David Sole ha vinto la partita con il punteggio di 10 a 6.

In primavera la Scozia ha intrapreso un tour in Australia, dove ha disputato sei partite non ufficiali e due test match con i Wallabies di Nick Farr-Jones, entrambi persi. Nel primo di essi, un Wainwright schierato terza centro ha realizzato la sua prima meta internazionale.

A causa di una serie di tendiniti e di uno strappo al bicipite femorale il terza linea di Perth è rimasto escluso dal Cinque Nazioni del 1993 e anche dal tour estivo nel Sud Pacifico. Rob è rientrato tra i ranghi il 20 novembre per il match casalingo contro gli All Blacks, dove ha giocato flanker. Gli Highlanders, con Gavin Hastings capitano al posto del dimissionario Sole, sono stati asfaltati con il punteggio di 51 a 15.

Due settimane più tardi il ragazzo ha giocato di nuovo contro i Tuttineri, stavolta schierato tra le fila dei Barbarians. Il match si è chiuso con gli All Blacks vittoriosi per 25 a 12.

Nel 1994 sulla panchina della Scozia si è seduto Jim Telfer, già secondo di Ian McGeechan. Quell’anno Rob ha disputato due incontri del Cinque Nazioni: il primo a Cardiff, nel ruolo di terza linea centro, e l’altro come flanker contro l’Inghilterra a Murrayfield, dove ha oltrepassato la linea proibita (proprio da quell’anno la meta è passata a valere 5 punti) anche se non è bastato ad evitare una sconfitta per 14 a 15.

Wainwright ha iniziato il 1995 sconfiggendo il Canada a Edimburgo per 22 a 6. Quindi, per la prima volta, ha disputato per intero il Cinque Nazioni. Gli uomini di Telfer hanno vinto le prime tre sfide con Irlanda, Galles (sotto una forte nevicata) e Francia. Quest’ultima grazie ad una meta di Gregor Townsend a tempo quasi scaduto, che ha regalato agli Highlanders la loro prima vittoria a Parigi dal 1969. A quel punto, il 18 marzo, gli scozzesi sono approdati a Twickenham, dove è andata in scena l’ultima partita del torneo contro un Inghilterra anch’essa imbattuta. In palio c’erano il Grande Slam, la Triple Crown e la Calcutta Cup. È stato un match intenso, ma non si è verificata la replica del 1990, come almeno sperava chi viveva al nord del Vallo di Adriano. La Scozia ha trascorso la maggior parte dell’incontro in difesa, giocando male e concedendo ben 19 penalties. Un ottimo affare per l’Inghilterra, che alla fine ha preso il controllo della partita e ha vinto 24 a 12 grazie al piede di Rob Andrew, autore di tutti i punti della sua squadra.

Quello stesso anno si è giocata anche la Coppa del Mondo in Sudafrica e Robert ha disputato tutti i quattro i match nei quali è stata impegnata la sua nazionale.

La Scozia ha esordito nel torneo il 26 maggio a Rustenburg, dove è stata asfaltata la Costa d’Avorio 89 a 0. Quel giorno Wainwright ha giocato con il numero 8, per poi passare flanker per il resto del mondiale. Gli uomini capitanati da Gavin Hastings hanno quindi sconfitto Tonga per 41 a 5, ma hanno perso 19 a 22 il match con la Francia che decideva il primo posto nel girone. Per il ragazzo di Perth la gioia di avere realizzato la sua terza meta internazionale. Proprio come accaduto nel 1987, tale risultato è stato fondamentale per gli scozzesi, i quali, arrivati secondi nel girone, si sono trovati di fronte la Nuova Zelanda nei quarti di finale. Qui la squadra di Telfer non è mai stata competitiva, ha perso 30 a 48 ed è rientrata in patria.

Dopo il mondiale Big Gave ha lasciato il rugby giocato e l’onore di essere il capitano della nazionale è stato affidato a Rob Wainwright. La prima partita da Skipper l’utility forward l’ha giocata il 18 novembre 1995 a Murrayfield contro Samoa, pareggiando 15 a 15.

Durante il Cinque Nazioni del 1996 Wainwright ha condotto la Scozia ad un secondo posto alle spalle dell’'Inghilterra. Come accaduto l’anno precedente, gli scozzesi hanno vinto le prime tre partite, due delle quali, con Galles e Irlanda, in trasferta. L’ultima sfida, quella con il XV della Rosa, si teneva tra le mura amiche di Murrayfield e per tale motivo sembrava fatta per la conquista del Grande Slam. Non si sono viste mete quel giorno, ma solo calci di punizione e ancora una volta gli odiati uomini del sud sono stati più bravi degli scozzesi per quanto riguarda la disciplina. Sei piazzati calciati tra i pali da Paul Greyson per gli inglesi, contro tre dei padroni di casa da parte di Michael Dods e la Rosa ha battuto il Cardo con il punteggio di 18 a 9. Il titolo del torneo, però, non era ancora perso, perché mancava l’ultima giornata. La Scozia aveva ormai terminato e osservava il proprio turno di riposo, mentre l’Inghilterra doveva giocare ancora contro l’Irlanda e in caso di sconfitta, o pareggio, il titolo sarebbe finito tra le Highlands, in quanto i bianchi avevano perso a Parigi. L’evento era abbastanza improbabile, perché gli irlandesi non avevano vinto ancora una partita e questa si teneva a Twickenham. Infatti, la banda capitanata da Will Carling ha vinto 28 a 15. Inghilterra e Scozia hanno terminato a pari, ma, grazie ad una migliore differenza punti il titolo è andato ai sudditi della regina Elisabetta II.

In primavera la compagine di Jim Telfer è partita in tour per la Nuova Zelanda, dove ha perso entrambi i test match con gli All Blacks con ampi margini e ha vinto tre dei sei incontri infrasettimanali. In quel periodo Rob ha subito un infortunio che lo ha escluso dagli incontri autunnali. La posizione di capitano è stata momentaneamente assegnata a Gregor Townsend.

Con l'avvicinarsi del Cinque Nazioni del 1997 Wainwright, promosso maggiore dell’esercito l’anno precedente, ha anticipato che avrebbe potuto essere schierato in Bosnia con il contingente di pace della NATO. Per fortuna questo non si è verificato ed il ragazzo è sceso regolarmente in campo per il Cinque Nazioni, dove ha ritrovato anche il ruolo di skipper. Rob ha disputato le prime due partite del torneo, con Galles e Inghilterra, giocando terza linea centro e uscendone sempre sconfitto. Tornato flanker, Wainwright ha guidato i suoi uomini alla vittoria per 38 a 10 contro l’Irlanda a Murrayfield, per poi perdere la sfida di Parigi l’ultima giornata.

A giugno Robert ha ricevuto la chiamata da parte di Ian McGeechan per recarsi in Sudafrica con i British & Irish Lions. Il 5 luglio, a Johannesburg, l’avanti è sceso in campo con la maglia rossa numero 6 per affrontare gli Springboks nel terzo test match. I Lions avevano già vinto i primi due incontri, ma questa volta a prevalere sono stati i padroni di casa, i quali hanno fatto registrare un punteggio di 35 a 16. Nonostante la sconfitta, i Lions hanno conseguito l'ultima vittoria di una serie prima di quella del 2013 in Australia.

Rob ha giocato sette volte durante quel tour, incluso un test match, e ha realizzato tre mete nella partita contro Mpumalanga e una con Border Bulldogs.

Gli stessi Springboks hanno fatto visito al Regno Unito in autunno ed il 16 novembre hanno giocato a Murrayfield asfaltando i padroni di casa 68 a 10.

Sempre nel 1997 Wainwright è entrato a far parte dei Caledonia Reds, la franchigia con sede ad Aberdeen che ha visto i natali proprio in quella stagione. L’avanti ha così preso parte all’edizione di Heineken Cup 1997/98. La squadra scozzese era schierata nel girone 5, quello della Benetton Treviso, ed è riuscita a vincere solamente due partite casalinghe con i veneti e con i francesi del Pau, classificandosi all’ultimo posto. A Monigo, il XV di Rob ha perso con il punteggio di 6 a 52.

Alla fine del 1998 i Caledonia Reds non esistevano già più e l’avanti si è traferito al Glasgow.

Intanto, nel 1998 Wainwright ha disputato la sua ultima annata con la nazionale, giocata tutta da flanker. Il 24 gennaio la Scozia ha perso contro l’Italia di George Coste. A Treviso è finita 25 a 21, un risultato nato da una rimonta, dopo che gli Azzurri erano sotto 12 a 21 a quindici minuti dalla fine. Diego Dominguez ha siglato venti punti con il suo magico piede. Gli altri cinque sono merito di Paolo Vaccari, autore di una meta a due minuti dal fischio finale.

Poco dopo è iniziato il Cinque Nazioni con la vittoria degli Highlanders a Dublino per 17 a 16, alla quale sono seguite tre brutte sconfitte che hanno posizionato la Scozia al penultimo posto della classifica, davanti solo al XV del Trifoglio. Per questo torneo Telfer ha preferito affidare il compito di capitano a Gary Armstrong.

In estate il team scozzese è partito alla volta del Pacifico e Robert ha ritrovato il ruolo di skipper. La prima partita del tour è stata giocata con le Fiji a Suva, dove gli scozzesi sono stati sconfitti malamente con il risultato di 51 a 26. Sono seguiti due test match contro i Wallabies di John Eales, entrambi persi con risultati piuttosto ampi. Il secondo di questi, giocato a Brisbane il 20 giugno 1998, corrisponde al canto del cigno del nativo di Perth.

In totale Wainwright ha giocato 37 partite per la Scozia, 13 delle quali in veste di capitano, e ha realizzato tre mete.

Tra il 1988 ed il 1999 Rob ha giocato undici volte per i Barbarians capitanandoli contro Bath e i French Barbarians nel 1994 e nella sua ultima sfida, contro East Midlands nel 1999. Wainwright è stato anche un membro del comitato dei Baa-baas dal 1996 al 1999.

Rob ha appeso definitivamente le scarpette al chiodo al termine della stagione 1999. Andato in pensione anche dall’esercito, nel settembre del 1999 lui e sua moglie Romayne, sposata nel 1992, hanno lasciato le comodità della vita urbana, compresa l'acqua e l'elettricità, hanno fatto i bagagli e con i loro quattro figli (Douglas, Natasha, Alexander e Cameron, che all’epoca aveva dieci giorni) hanno lasciato la propria casa a Kinross per iniziare una nuova vita sull'isola poco attraente di Coll, nelle Ebridi Interne, dove gli abitanti erano appena 150. Lo scopo era quello di gestire una tenuta agricola di 2000 acri, vivendo in una pittoresca ma fatiscente casa con otto camere da letto, con tanto duro lavoro da bastare per una vita.

Nel febbraio del 2011 Jean, la madre di Rob, è deceduta a Cuba a causa di un incidente in biciletta. A 75 anni la donna amava ancora passare le vacanze in biciletta con il Cyclists’ Touring Club e aveva in programma di gareggiare per l'Edinburgh 10k e la Great Run di Manchester proprio quell’anno.

 

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