7 giorni fa 09/11/2018 13:20

Matteo Dell’Acqua: l’italiano che esordirà con il Brasile per sfidare i Maori All Blacks

Rugby: uno dei primissimi italiani di esportazione rugbistica vestirà la maglia del Brasile. Previsti 20.000 spettatori allo stadio

Nel sabato di test match dalle capitali europee ci spostiamo in Brasile, più precisamente a San Paolo dove sabato sera alle 19.00 (ore 22.00 italiane) la nazionale verde oro sfiderà i Maori All Blacks allo Estadio do Morumbi (impianto da 66.000 posti dove solitamente gioca il San Paolo di calcio). Si tratta di un test match importantissimo per un paese e una nazionale in forte crescita come il Brasile.

In panchina pronto a fare l’esordio con la maglia numero 19 siederà Matteo Dell’Acqua, seconda / terza linea del Valorugby Emilia di Top12, milanese di 27 anni cresciuto rugbisticamente nel Rugby Lainate. Dell’Acqua è italiano ma potrà rappresentare il Brasile in virtù del suo doppio passaporto da parte di madre, brasiliana appunto.

Lo abbiamo raggiunto telefonicamente, uno dei primissimi italiani di esportazione ci risponde da un hotel nel centro di San Paolo.

 

Eravamo abituati a vedere stranieri vestire la maglia azzurra (l’Italia ne schiererà 5 sabato contro la Georgia ndr), tu probabilmente sei il primo italiano di esportazione. Perché questa scelta?
“Mia madre è brasiliana e mi sento molto legato al Brasile. Per me è una grande opportunità a livello internazionale. In Italia ho vestito la maglia delle nazionali giovanili Under 18, U19 e U20 passando anche dall’Accademia Ivan Francescato, ma col passare degli anni ho capito che in Italia non avrei avuto altre opportunità di andare avanti in Nazionale.”

Come è arrivata la chiamata dalla CBRU (Confederaçao Brasileira de Rugby)?
“Tre anni fa c’è stato il primo contatto, la proposta mi ha subito interessato, il Brasile gioca l’American Championship (il 6 Nazioni americano a cui prendono parte le nazionali di Canada, USA, Argentina XV, Cile, Uruguay e Brasile). La prima chiamata arrivò da Rodolfo Ambrosio, allenatore del Brasile.”

Rodolfo Ambrosio è stato il primo italo argentino a vestire la maglia azzurra, esordì contro gli All Blacks nello storico match inaugurale della prima coppa del mondo di rugby nel 1987 ad Auckland. In Italia ha allenato il Petrarca e il Rugby Segni, dal 2014 è l’Head Coach del Brasile.
Il Brasile, così come la sua nazionale di rugby, è un paese in forte sviluppo. Nel 2016 a Rio per la prima volta sono state ospitate le Olimpiadi e il rugby 7s è stata una delle discipline re-introdotte.

“Il Brasile è una Nazione in forte crescita - racconta Matteo -, e il rugby qui è lo sport in maggiore crescita. Le autorità stanno investendo molto, esistono diverse strutture di alto livello, noi ci alleniamo al NAR, significa Nucleo Alto Rendimento, è un centro sportivo dedicato interamente all’alto livello e ospita strutture all’avanguardia per diversi sport, uno di questi è il rugby.”

Sabato giocherete contro i Maori All Blacks che settimana scorsa hanno battuto gli USA a Chicago dopo il test match giocato tra Irlanda e Italia.
“Siamo molto entusiasti, io non vedo l’ora di giocare e guadagnarmi il primo cap. Vedrò dal vivo la loro Haka dopo gli inni nazionali”.

I Maori All Blacks sono di fatto la seconda nazionale della Nuova Zelanda, Akira Ioane, Otere Black, Matt Proctor e Bryn Hall sono solo alcuni dei giocatori di altissimo livello che possono schierare nelle loro fila.
“Sappiamo che sabato affronteremo la partita di più alto livello che abbiamo giocato sino ad ora nella nostra carriera. Il gruppo è coeso, abbiamo molta voglia di far bene, ma la cosa fondamentale è che non abbiamo paura di nessuno. Il gruppo è giovane, contro i Maori sarà una nuova opportunità per crescere.”

Ci sono altri giocatori “stranieri” come te nel Brasile?
“Io e Luis Vieira siamo gli unici giocatori che militano all’estero, io a Reggio Emilia e Luiz nel Tyrosse Rugby nella Federal 1 francese. Inoltre il nostro mediano di apertura è Josh Reeves, è neozelandese e ha appena firmato per la Major League di rugby americana.”

Che obbiettivi ha la CBRU (l’acronimo della federazione brasiliana)? Che tipo di rugby gioca il Brasile?
“Adottiamo un tipo di gioco simile ai Pumas argentini, coach Ambrosio lascia molto liberi i giocatori di interpretare il gioco in base alla situazione. Gli allenamenti sono duri e fisici. Abbiamo un buon pacchetto, in mischia ordinata e in maul possiamo mettere in difficoltà i Maori. Nei trequarti c’è qualche buona individualità. Siamo tutti molto preparati fisicamente.”

Che rugby si respira in Brasile?
“Sono qui da domenica scorsa. L’atmosfera è molto rilassata, c’è positività e non ci sono pressioni. C’è allegria da parte dello staff. Nel paese il rugby è poco conosciuto e consideriamo che San Paolo è una città gigantesca. Posso dirvi che allo Estadio do Morumbi sono previste più di 20.000 persone. C’è un buon movimento.”

Quando torni in Italia?
“Tornerò entro il 18 di novembre. Colgo l’occasione per ringraziare il Valorugby Emilia per avermi concesso l’opportunità di coronare questo mio sogno e faccio loro il mio personale in bocca al lupo per la trasferta a San Donà di domenica. Infine ringrazio la mia famiglia che mi ha sempre sostenuto in questa mia scelta.”

 

Foto Daniel Cau

 

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