2 mesi fa 08/06/2020 18:18

Il giovane scudiero Nicolò Guareschi a fianco di Mbandà nella lotta al covid-19

Mbandà non era il solo rugbista impegnato tra ambulanze e ospedali

Maxime Mbandà non è stato l’unico giocatore di rugby impegnato come volontario nella lotta contro il Covid-19, a scendere in campo tra le ambulanze e gli ospedali di Parma c’era anche il 18enne Nicolò Guareschi, giocatore dell’Under 18 del Rugby Colorno.

 

Guareschi esattamente come il Campione delle Zebre ha viaggiato avanti e indietro dagli Ospedali di Parma e Provincia per trasportare pazienti malati di Covid-19 e consegnare alimenti e materiale farmaceutico alle persone bisognose. Trent’anni fa era stato proprio il padre di Nicolò, Daniele Guareschi, a fondare insieme a due colleghi l’Associazione PA Seirs di Parma, alla quale Mbandà non appena scoppiata l’emergenza aveva telefonato per offrirsi volontario. Ricevuto il via libera del Presidente Luigi Iannaccone, i due trequarti di Rugby Colorno e Zebre avevano iniziato a collaborare sulle Ambulanze, affrontando 3 mesi di turni sfiancanti senza mai perdersi d’animo.

 

Se Maxime Mbandà ha ricevuto l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica Nicolò, che in nazionale ancora non ci ha giocato ed è sicuramente meno attivo di Maxime sui social, merita almeno la nomina di suo scudiero. Bravo Nicolò!

 

“E’ stata un’esperienza di vita vera e propria”, commenta Guareschi dal comunicato del Rugby Colorno. “Se da un lato ne sono uscito gratificato e felice di aver dato una mano, dall’altro alcune scene mi hanno parecchio segnato, lasciandomi immagini di sofferenza che mi rimarranno dentro. Non era la prima volta che facevo il volontario, ma devo dire che in questa occasione ho capito realmente cosa significhi mettersi al servizio del prossimo. Collaborare con Max è stato splendido, lui è un ragazzo dal cuore d’oro, pieno di energia e con tanta voglia di lavorare e scherzare. Avrebbe potuto tranquillamente starsene a casa sul divano e invece di sua iniziativa ha contattato l’Associazione per unirsi a noi. Ci siamo ripromessi, non appena possibile, di trovarci in campo per allenarci insieme”.

 

 

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