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Pubblicato ieri il nuovo videogioco della saga Rugby, l'atteso Rugby22, sviluppato dalla francese Nacon (già produttrice della saga di WRC e di periferiche pro gamer per PS5 e Xbox) che da tre anni ha rilevato il marchio alla Electronic Arts. In copertina campeggiano i volti di Cheslin Kolbe e Antoine Dupont, ma non basteranno a dare pieno prestigio al nuovo titolo della palla ovale.

Cosa può promuovere il rugby se non il settore videoludico. In tanti siamo passati per gli anni d'oro di Rugby 06 e Rugby 08, probabilmente i migliori titoli delle saghe rugbystiche, targati EA Sports, che hanno segnato l'infanzia di molti di noi appassionati della palla ovale. All'epoca c'erano tante aspettative, il comparto tecnico era ben apprezzato, le famose squadre "con licenza" non si riducevano ad un pugno di mosche.

Ma il meglio del rugby videoludico è purtroppo rimasto un bel sogno. Gli insuccessi di Rugby World Cup 2011 e 2015 hanno segnato una forte battuta d'arresto: il rugby non è abbastanza entertainment. Manca l'appeal di titoli calcistici come FIFA o PES, giochi in cui EA e Konami investono milioni, adottano le migliori tecnologie (come la motion capture) per un'esperienza videoludica di altissimo livello. I giochi rugbystici degli ultimi anni vengono concepiti con uno stile datato. Non sarà la bella grafica e la IA migliorata a dare il giusto pregio, Rugby22 eredita alcuni punti di forza della serie Rugby Challenge, ma presenta una meccanica legnosa e poco realistica.

Tutto dovuto, probabilmente, agli investimenti. Un simulatore di alto livello necessita di budget elevati, e il rugby non garantisce le revenue adeguate per spingere ad investimenti rischiosi. Si parla tanto di next gen, tra Ray tracing e VR, ma molti videogiochi restano fossilizzati a concept superati.

Siamo pur sempre felici del nuovo titolo ecco quindi il trailer e un lungo saggio del gameplay:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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