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Foto Luca Formentini
Foto Luca Formentini

Il Rugby Colorno è la squadra da cui ci si aspettava di più a inizio stagione, un pò per l'importante campagna acquisti, un pò per le ambizioni del suo responsabile tecnico Umberto Casellato. Aspettative rispettate con l’ingresso, per la prima volta, tra le prime 4 squadre d’Italia. A pochi giorni dalle semifinali scudetto abbiamo intervistato l'allenatore biancorosso Umberto Casellato, con lui abbiamo parlato di Top10, delle critiche dopo l’ultima pesante sconfitta e del massimo campionato che subirà una modifica della formula, da 10 a 8 squadre in due stagioni.

La stagione è stata abbastanza lunga, c’erano giustamente tante aspettative quindi si sente un pò di più la fatica e soprattutto la pressione, adesso però siamo tutti molto entusiasti e impazienti di iniziare la seconda parte di stagione che ci siamo guadagnati sul campo. Ad inizio anno sembrava scontato il Colorno nelle prime 4, invece, dal nostro punto di vista, non abbiamo mai pensato sarebbe stata facile ed infatti fino alla penultima giornata eravamo 4 squadre in corsa per 2 posti. Siamo orgogliosi di esserci riusciti e poter continuare la stagione con le migliori”.
 

Ma facciamo un piccolo passo indietro, una prima parte di campionato in cui Colorno per qualche settimana è stato addirittura in testa alla classifica ma poi un girone di ritorno molto più complicato.

“Sicuramente  la prima parte di stagione è stata migliore, sia dal punto di vista del gioco che dei risultati, nella seconda abbiamo avuto dei problemi in più ma analizzando in dettaglio i numeri, le partite che ci hanno fatto “male” sono quelle perse a Roma con le Fiamme Oro dove vincevamo 21-0, quella persa con Padova 18-12 e le due incredibili sfide con Valorugby e Viadana, derby che passeranno alla storia per i cartellini gialli, decisamente troppi. Entrambe perse di 3 e 1 punto”.

 

La disciplina è sempre importante ma lo sarà ancora di più nelle semifinali.

“Stiamo mettendo un focus particolare nell’area del placcaggio, quella da cui sono scaturiti il 70% dei nostri cartellini, siamo fiduciosi”.


 

Dopo l’ultima di campionato si sono lette diverse critiche rivolte al Colorno che ha schierato al Battaglini una squadra di seconde e terze scelte più qualche esordiente delle giovanili.

“Dovrei chiarire le mie strategie, se mai ce ne fosse bisogno, solo al mio Club nelle persone del Presidente e del direttore generale ma a nessun altro; chiaramente i tifosi possono criticare, ci sta, se non volessi essere criticato non farei questo lavoro, quindi sono molto sereno”.


 

Colorno sta facendo molto bene anche con la Femminile e con l’Under 19, è in semifinale in tutte le categorie che contano. Niente male per una piccola città nella provincia di Parma.

“Non son sicuro sia un record ma poco ci manca. Per il club era fondamentale affermarsi ai playoff, lo abbiamo fatto con la Seniores maschile, femminile e con l’under 19. Nessuno ci era riuscito negli ultimi anni e questo può essere solo che il risultato dell’ottimo lavoro svolto da ragazzi, tecnici e società”.


 

Ora inizia il bello, quale obiettivo ha adesso il Colorno?

“Siamo la sfavorita dei play off e lo dicono chiaramente i numeri; abbiamo un negativo nei due scontri diretti in stagione con tutte le 3 semifinaliste: Rovigo (76 punti subiti, 13 mete e solo 2 fatte), Valorugby  (32 punti incassati, 8 mete subite a 4), solo con Padova siamo in grande equilibrio. E’ quindi scontato che avrei preferito incontrare il Petrarca, ma Rovigo, che ha fatto un finale di stagione incredibile, ha scombinato i nostri piani. Noi cercheremo di portare in campo tutto l’entusiasmo che abbiamo e che stiamo ricevendo da tutto il club. I bilanci li faremo alla fine”.


 

Il presidente del Rovigo Zambelli ha rilasciato recentemente un’intervista abbastanza diretta rispetto alle scelte federali, come commenti?

“Viviamo situazioni simili agli anni passati, è cambiata la classe dirigente Fir ma si ripresentano circostanze analoghe. Difficile non appoggiare ciò che dice Zambelli. Non sono d’accordo però in merito alla finale nel campo della prima classificata, mi sembra sia stato deciso ad inizio stagione che la finale si sarebbe giocata a Parma. Perplessità o nuove proposte forse era meglio farle in quel momento che non a fine stagione. Ma ripeto, sono cose al di fuori delle mie competenze”.


 

Di ieri la notizia ufficiale del prossimo campionato a 9 squadre. Cosa ne pensi?

“Fare un campionato a 9 è qualcosa di insensato. Se penso al quotidiano di una squadra e faccio l’esempio della giornata di riposo che potrebbe capitare al Rovigo o al Petrarca prima del derby d’Italia… Si è discusso quest’anno sulle squadre che giocano di sabato o di domenica per un giorno in meno di riposo ed ora si passa a 16 giornate e ai turni di riposo? Spero solo che i club abbiano voce in capitolo in queste decisioni importanti, altrimenti si continuerebbe a fare errori”.


 

Nel 2024/25 il campionato sarà a 8 squadre. È la strada giusta per alzare il livello qualitativo e tecnico?

“Sono sempre stato un promotore del campionato a 8 squadre ma allo stesso tempo anche di una Coppa Italia allargata stile calcio con eliminatorie e squadre di Serie A coinvolte. Ma se togli due squadre in campionato e le partite di Coppa Italia… Come si fa a migliorare tecnicamente e atleticamente giocando solo 14 partite all’anno? Semplicemente impossibile”.

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