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Ci risiamo. Tornano le pagelle per gli Azzurri e tornano pure i brutti voti. L’esordio deludente a Edimburgo ha riacceso una volta di più i riflettori sulle difficoltà croniche dell’Italrugby, messa in un cantuccio per quasi un’ora da una Scozia apparsa nettamente più avanzante, sicura e veloce a colpire.

Poco conta che nel finale Parisse e compagni abbiano limitato i danni, segnando tre volte contro avversari ormai paghi. Cambia poco sia in classifica, dove l’Italia non ha incassato punti, sia nella valutazione generale del rendimento dei suoi giocatori. Con poche eccezioni i voti sono dunque nel segno di una piena insufficienza, anche se non manca qualche sprazzo di sole a restituire un po’ di calore in una giornata triste e uggiosa come quella vissuta a Murrayfield.

Le Pagelle:


Hayward. Evita che la malparata finisca in tragedia, coprendo bene il campo sui calci in profondità e a superare la linea. E’ tra i pochi ad affrontare la muraglia scozzese uscendo dal frontale e guadagnando qualche avanzamento. Voto 6
Esposito. A parte soddisfazione personale per la meta, in sostegno a Campagnaro, passa una giornata da dimenticare, con la Scozia che sul suo lato confeziona quattro mete su cinque, tre di cui con il suo diretto avversario Kinghorn. Voto 4.5
Morisi. Partita di sofferenza e frustrazione per lui, colpevole con i compagni di reparto di alcune salite difensive fiacche e frammentate, che stendono il tappeto rosso alla controparte. Una prestazione nettamente sotto i suoi standard. 4.5
Castello. Parte male, commettendo tra l’altro l’in avanti in difesa sui cinque metri da cui nasce la seconda meta scozzese. Ci mette la solita dose abbondante di energie e voglia ma incide in maniera minima sulle sorti di un match l’Italia si è trovata presto nel ruolo di sparring partner. Voto 4.5
Campagnaro. La scelta di piazzarlo all’ala non era stata apprezzata da tutti ma il giocatore degli Wasps si è confermato giocatore in grado di spaziare tra i ruoli. Con Hayward è l’unico trequarti azzurro ad attaccare in modo efficace, superando quasi sempre la linea del vantaggio e spendendosi anche nei recuperi difficoltosi, come in occasione della meta di Padovani. Voto 6
Allan. Il calcio piazzato con cui porta in vantaggio gli Azzurri resterà una delle poche occasioni di soddisfazione per Tommy, che per il resto, oltre ad essere sempre molto pressato alla regia, si è dovuto sacrificare molto in difesa finendo anche per subire un colpo alla testa che lo ha fatto tornare in campo in condizioni precarie. Voto 5
Palazzani. Con quella meta sotto i pali, di carattere e rabbia, ha rimediato in parte ad una prestazione incolore. L’Italia di O’Shea quasi mai è riuscita a prendere l’abbrivio in fase di manovra, anche per una certa macchinosità di trasmissione e riorganizzazione delle strutture. Usa male il piede nel primo tempo. Mezzo punto in più per aver stretto i denti fino alla fine, in mancanza di un alternativa di ruolo. Voto 5
Parisse. Se il capitano si perde anche la truppa si trova nei pasticci. Controllato a vista dai cani da caccia scozzesi, il Sergio nazionale non riesce a dar lustro alla gara che lo consacra come nuovo recordman di presenze nel Six Nations. Nel finale all’arrembaggio per colmare il divario suona spesso la carica ma purtroppo le cornamuse stanno festeggiando già da un pezzo. Voto 5,5
Steyn. Questa volta la sua fisicità straripante non gli è bastata, contro avversari di altrettanta potenza. Ha faticato ad emergere dall’anonimato a Murrayfield, finendo per girare spesso a vuoto nonostante la mole di placcaggi e percussioni. Voto 5
Negri. Anche l’altro flanker azzurro si è trovato in difficoltà, senza grosse opportunità per esibire le sue doti di ball carrier, con la Scozia che soprattutto nel primo tempo ha concesso solo le briciole. Voto 5
Budd. Il capitano della Benetton ha giocato una partita dispendiosa e senza particolari momenti di gloria. Resta un baluardo della nostra seconda linea ma ieri si è visto poco. Voto 5
Sisi. Uno dei pochi a meritare la sufficienza. Non era sicuramente l’esordio che aveva sognato ma in campo ha fatto vedere perché lo staff di O’Shea ha deciso di dargli fiducia. Ieri è stato il nostro miglior ball carrier, continuando a macinare fino all’ultimo. Voto 6 
Ferrari. Match negativo per il nostro pilone destro, costretto al fallo in più di un occasione e spesso fuori posizione in difesa. Può sicuramente fare meglio di così. Voto 4
Ghiraldini. Anche per lui, come per capitan Parisse, l’emozione e l’orgoglio per il 100° cap non bastano per sopire la delusione di un match giocato per oltre un’ora da vittima sacrificale. Prova a tener salda la mischia, a spendersi in giro per il campo, ma il bilancio finale è magro. Voto 5
Lovotti. Discorso analogo a quanto espresso per Ferrari. Non riesce mai ad imporsi sul diretto avversario nelle mischie ordinate, nei drive manca incisività, paga dazio in difesa. Voto 4
Traorè. Gioca mezzora entrando per Lovotti. Ha più carica rispetto al compagno, soprattutto nel punch in attacco, ma commette anche tanti errori di controllo e si fa bucare vistosamente un paio di volte in difesa. Voto 5
Ruzza. Dispiace solo non averlo visto all’opera dall’inizio, tanto positivo è stato il suo apporto alla causa azzurra. Entra in gioco in tutte le mete, in modo determinante quanto magnifico per quelle di Padovani e di Esposito dimostrando un repertorio di abilità da lustrarsi gli occhi. More, please! Voto 7.5
Bigi. Venti minuti in cui l’Italia non s’è proprio desta ma almeno ha alzato la testa, facendosi sentire a suon di sportellate. Subisce, non senza furbizia, l’ostruzione in difesa che vale l’annullamento della meta a Hogg. Voto 5/6
Tuivaiti. Anche per lui una ventina di minuti in cui ha provato a mettersi in luce, senza però brillare particolarmente. Voto 5.5
Pasquali. Questa volta è entrato a mille ogni volta che ne ha avuto la possibilità, specialmente palla in mano è stato sempre avanzante e abrasivo. In mischia amministra il suo. Non era facile né scontato. Voto 6
McKinley. Costretto a una fugace apparizione nel primo tempo, con Allan toccato duro, entra definitivamente solo negli ultimi dieci minuti. Buon per lui che siano anche i più positivi dell’Italia, con tre mete all’attivo. Da rivedere nelle trasformazioni. Voto 6 –
Benvenuti. Entra a due minuti dal termine. NG

 

 

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Foto Pino Fama

 

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