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Adattarsi, questa la parola d’ordine per Kieran Crowley e per il suo Benetton Rugby in queste settimane alle prese con la preparazione, seppure in condizioni non semplici e con parecchie limitazioni. Il momento attuale non permette di programmare a lungo termine, pertanto alla Ghirada di Treviso ci si sta concentrando sul lavoro in campo, sui programmi settimanali di fitness in campo e in palestra, al rugby si penserà più avanti.

 

Nel frattempo Benetton ha annunciato i rinnovi contrattuali dei due piloni Derrick Appiah e Cherif Traore (foto) rispettivamente fino al 30 giugno 2021 e 30 giugno 2022. Il ds Pavanello sulle due conferme: “Con le firme di Appiah e Traore confermiamo il reparto dei piloni che negli ultimi anni ha dimostrato di essere altamente affidabile, tanto da rendere la nostra mischia tra le tre migliori del PRO14. Inoltre la loro mobilità e fisicità ci consentono di essere maggiormente efficaci anche nel gioco aperto. Traore in particolare è in grado di ricoprire egualmente il ruolo sia di pilone sinistro che destro facilitando di fatto il suo impiego oltre a dare delle importanti soluzioni tattiche al nostro staff tecnico”.

 

Ma dopo questa lunga pausa forzata come si sono fatti trovare i giocatori alla ripresa degli allenamenti? Il responsabile tecnico neozelandese Crowley risponde così dalle pagine del Gazzettino: “sono tornati tutti a livelli un po' diversi l'uno rispetto all'altro ma sapevamo sarebbe stato così. Comunque sono stato molto colpito dall'entusiasmo e dall'impegno dei ragazzi per il programma di preparazione di quest'ultimo periodo».

“Hanno dimostrato di essere contenti di potersi allenare nuovamente assieme, anche se è permesso allenarsi in piccoli gruppi, di sette atleti ciascuno, e non c'è ancora la possibilità di passare la palla. Al momento, pertanto, la preparazione è fatta da attività di corsa e palestra”.

“Saremo più forti di prima e l'entrata della Federazione nel Pro14 ci porterà vantaggi” dichiara Crowley commentando l’entrata dell’Italia in Celtic Rugby.

 

Riuscirà la nazionale italiana a raggiungere i risultati del Benetton?

“Penso sia solo una questione di tempo, tutti dovranno avere un po' di pazienza: i giocatori acquisiranno maggiore familiarità con il nuovo sistema di gioco e allora vedremo anche miglioramenti nelle prestazioni”.

“L'Italia ha un nuovo gruppo di allenatori guidati da Franco Smith e questo gruppo ha dimostrato durante l'ultimo Sei Nazioni che sta cambiando lo stile di gioco” commenta Crowley senza sbilanciarsi troppo.

 

Riguardo alle voci che danno la ripartenza del Pro14 alla fine di agosto: “siamo fiduciosi, anche se la cosa primaria rimane la salute delle persone. Come abbiamo sempre fatto, saremo guidati dalle decisioni del governo e dai funzionari della regione.”

Invece in Nuova Zelanda la situazione sembra molto più gestibile che in Europa. “La Nuova Zelanda ha chiuso i confini molto rapidamente, ci sono stati circa 1200 casi di contagio e 21 morti, tuttavia bisogna considerare che c'è una popolazione di appena 5 milioni di abitanti su un territorio che ha le stesse dimensioni dell'Italia, quindi la situazione è sicuramente migliore rispetto all'Italia. La Nuova Zelanda si trova in quello che chiamano livello 2, tutto lo sport ha ripreso, i giocatori hanno ricominciato ad allenarsi in questi ultimi giorni, mentre le partite inizieranno presto” conclude Kieran Crowley dal Gazzettino.

 

Foto Alfio Guarise