9 giorni fa 11/10/2019 00:31

Sergio Parisse: “se la Nuova Zelanda avesse avuto bisogno di punti la partita non sarebbe stata cancellata”

Le reazioni degli Azzurri alla notizia della cancellazione di Italia - Nuova Zelanda

Il comitato organizzativo della Rugby World Cup ha preso la drastica e importante decisione di annullare per motivi di sicurezza sia Nuova Zelanda - Italia che Inghilterra - Francia. In Giappone si sta per abbattere il tifone Hagibis, calamità naturale che metterebbe in pericolo migliaia di persone.

Se per “le Crunch” ci si sarebbe aspettato un match combattutissimo, come da tradizione per queste due nazionali (nonostante la matematica qualificazione ai quarti di entrambe), la sfida tra i Campioni del Mondo All Blacks e l’Italia avrebbe avuto un finale più che scontato. Scontato per gli addetti ai lavori, per i tifosi da casa, per gli esperti book makers: l’Italia avrebbe perso con uno scarto di almeno 40 punti (probabilmente più ampio se i tutti neri avessero schierato la migliore formazione).
Classifica alla mano però l’Italia avrebbe avuto la possibilità matematica di passare il turno guadagnando due o tre punti in classifica, quindi senza necessariamente vincere ma segnando 4 mete e/o perdendo con meno di 8 punti di scarto. Fantasie.

La notizia ha avuto dure reazioni da parte dei diretti interessati. Gli azzurri hanno saputo durante un allenamento della cancellazione dell’ultima partita del mondiale per allerta meteo.

“Se la Nuova Zelanda avesse avuto bisogno di quattro o cinque punti contro di noi, la partita non sarebbe stata cancellata - dichiara il capitano dell’Italia Sergio Parisse -.

“È difficile sapere che non avremo la possibilità di giocare questa partita contro una delle più grandi squadre” ribadisce Parisse ai giornalisti. “È ridicolo che sia stata presa una decisione di questo tipo oggi, come se i tifosi fossero arrivati ​​ieri. È ridicolo che non esistesse un piano B, perché non è una novità che i tifoni colpiscano il Giappone.”

“Quando organizzi una Coppa del Mondo dovresti essere pronto a un piano B in casi di questo genere” conclude il recordman di presenze in maglia azzurra.

 

Anche il CT Conor O’Shea è scosso da questa imprevista notizia: “Ho visto la reazione dei giocatori dopo l'allenamento ed è stato orribile. Questi ragazzi hanno dato la vita al rugby italiano e la loro Coppa del Mondo finisce su un campo di allenamento invece che su un campo da gioco”.

O’Shea esprime rammarico soprattutto per Leonardo Ghiraldini, il veterano tallonatore dell’Italia avrebbe chiuso la sua carriera in maglia azzurra dopo questa partita: “Leo ha perso la sua ultima possibilità di giocare in Nazionale. E’ dura sentirsi dire che la tua carriera internazionale è finita dopo l'allenamento. Mi sento male per Sergio e per l'intera squadra.”

Il Presidente Federale Alfredo Gavazzi è molto più diplomatico: “La sicurezza di giocatori, personale e pubblico è la principale priorità da considerare in questi frangenti. Comprendiamo e accettiamo la scelta dell’organizzazione di assumere la determinazione più idonea alla tutela di tutte le parti in causa. Da Presidente federale e da uomo di sport comprendo il rammarico degli atleti e dello staff tecnico per non aver potuto sfidare i Campioni del Mondo in carica dopo aver lavorato in queste settimane con professionalità ed entusiasmo, rappresentando con fierezza il Paese ed il nostro movimento sul più prestigioso dei palcoscenici che il rugby possa offrire”.

Intanto Giappone - Scozia si dovrebbe giocare nonostante il tifone in arrivo, World Rugby nel caso di pericolo potrebbe spostare la partita in una altra località e la cosa non fa che rendere le parole di Parisse ancora più pesanti. La Scozia ha già annunciato che non accetterà un pareggio a tavolino per il match che di fatto varrà il passaggio del turno, per il Giappone sarebbe un risultato storico, risultato che probabilmente dovrà guadagnarsi sul campo.

 

 

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Foto Francesca Pone

 

 

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Aldo Nalli  9 giorni fa

Per un giocatore di rugby non guadagnarsi la pagnotta sul campo è una blasfemia, quindi capisco e condivido le parole di Sergio. Guardando la cosa con un po' di realismo, è sconfortante , ma comprensibile, prendere atto come non ci fosse il minimo interesse per la partita. Purtroppo che non semina bene raccoglie poco....

Aldo Nalli  9 giorni fa

Sono d'accordo con l'articolo anche nella considerazione per cui fatalità il Giappone gioca cambiando sede, nonostante lo stesso evento climatico. Una decisione molto italian style... Hai capito i nippon?!

Michele Morra  9 giorni fa

Premesso che in nessuno scenario avremmo potuto vincere contro gli AB,nemmeno se avessero schierato le riserve,noto con dispiacere che Parisse per chiudere(speriamo)la sua carriera in azzurro sceglie uno sfondone colossale tipico da polemista italiano al bancone del bar:criticare la gestione degli eventi climatici interpretati a "favore" degli AB.Come se gli AB avessero bisogno del clima per distruggerci.Se a questo si sommano le deliranti dichiarazioni rilasciate da O'Shea viene il dubbio che in casa azzurri qualcosa si sia rotto,urge un trattamento sanitario obbligatorio.O'Shea che si preoccupa per Ghiraldini e Parisse che non possono chiudere la carriera con l'ultima sconfitta contro gli AB sa tanto di allucinazioni,come se la nazionale fosse affare privato di due o tre persone.Il rugby italiano sta sinistramente somigliando ogni giorno di più al calcio,polemiche e lagne per non ammettere che se non ci qualifichiamo al turno successivo è solo colpa nostra,non dell'arbitro,nè del maltempo.

Roberto Guidi  9 giorni fa

Mi dispiace per le parole gratuitamente arroganti di chi ha scritto il post precedente, è oggettivo che Parisse ha ragione, hanno dato tutti per scontato che l'italia non si sarebbe mai qualificata vincendo con la nuova zelanda e invece che anticipare o rimandare la partita, o spostarla al di fuori della zona rossa del tifone, l'hanno annullata punto e basta, nonostante matematicamente i discorsi non fossero ancora chiusi per il passaggio del turno. Al Giappone è stato riservato un'altro trattamento, quindi è chiaro: non hanno avuto rispetto del rugby italiano e Parisse e O'Shea hanno ragione. Triste invece constatare come Gavazzi se ne sia lavato le mani.

Kristian Gatta  9 giorni fa

Vergognoso il commento rivolto a chi mai così in alto ha portato, nel mondo, il rugby azzurro, tirando la carretta per anni e esponendosi come Capitano dopo ogni partita. Uno sportivo, un atleta vuole dimostrare sul campo, sempre e comunque il suo valore, perchè è il campo ciò che si attende ogni settimana. Seguendo il ragionamento assurdo sopra, il mondiale dovrebbero giocarselo solo le 5/6 squadre che sanno sempre di vincere, e di più, gli all-blacks non dovrebbero più giocare contro nessuno. Passione e sostegno sempre e comunque, Forza Ragazzi e Forza Azzurri!

Federico Alessandrello  9 giorni fa

mi spiace per Sergio, perché chiudere la carriera in Nazionale con una partita contro la Nuova Zelanda a prescindere da se avessimo vinto, perso o pareggiato sarebbe stata la chiusura perfetta.

Michele Morra  9 giorni fa

@Roberto Guidi:giuro di non aver compreso il senso di "parole gratuitamente arroganti",vanno fuori dalla mia comprensione,se me ne spieghi il senso mi fai cosa gradita.E' mia convinzione che nei commenti si "dovrebbe"avere rispetto per le opinioni altrui,altrimenti si diventa i soliti leoni da tastiera dei quali credo nessuno senta la mancanza.Se sei a conoscenza di piani di gioco che avrebbero sovvertito il prevedibile risultato dell'incontro con gli AB credo che renderesti felici tutti se ce lo svelassi,noi comuni mortali purtroppo non possiamo attingere alle tue stesse fonti.Tradotto,vuol dire che anche i sassi sanno che quella partita NON l'avremmo vinta MAI per cui c'è poco da recriminare,i punti si dovevano fare contro il SA e NON li abbiamo fatti.Noi possiamo giocare cento incontri con gli AB e ne perderemo 101.Punto.A @Kristian Gatta voglio rispedire gli epiteti con cui ha etichettato il mio post,va bene l'essere tifosi esagitati ma ci vuole anche un minimo di educazione ed il fatto di starsene nascosti dietro un pc a fare i leoncini da tastiera non gli fa fare una gran figura,anzi..Per chiarezza,e come ho già detto varie volte(ripeto per i duri di comprendonio)Parisse ha dato tanto al rugby ma adesso deve andare,deve fare spazio ad altri che possono fare di più e meglio.NON abbiamo bisogno di santini dove portare gli ex voto,ma di atleti che siano in condizioni fisiche e psicologiche per far crescere il movimento in Italia.Non commento gli ulteriori e deliranti sofismi successivi al mio post.Meglio stendere un velo pietoso..

Aldo Nalli  8 giorni fa

Una cosa è certa, il rugby è cambiato, più interessi economici, meno valori, inoltre i giocatori vengono sfruttati fino all'osso, infatti tanti smettono presto per il logorio del fisico e.... Ciliegina il più pagato nel rugby internazionale prende come o poco più di un giocatore di serie B di calcio in Italia. Mi sconforta, ma quello che è successo forse è solo l'inizio di cambiamenti che purtroppo vedremo sempre più.... Peccato.

Kristian Gatta  8 giorni fa

mi sembra che di leone qui ce n'è uno solo...

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