1 mese fa 23/09/2019 15:09

Italia - Namibia 47-22: le pagelle

Ruzza e Morisi tra i migliori in campo nell’esordio al Mondiale di Rugby

Vittoria con bonus, sette marcature e primato nel girone. Messa così sembrerebbe un debutto da incorniciare per l’Italia. Purtroppo il punteggio finale (47-22), le tre mete subite da una Namibia tonica e volenterosa pur essendo inferiore, e i tanti errori commessi nell’arco degli 80 minuti consegnano agli archivi un esordio decisamente poco esaltante. Gli Azzurri di O’Shea ne sono ben consapevoli ed in conferenza stampa il tecnico irlandese e capitan Parisse hanno cercato di badare al sodo, l’uno evidenziando l’obiettivo del bonus raggiunto (minimo sindacale alla vigilia), l’altro spostando lo sguardo al prossimo impegno, con il proposito scontato di affrontarlo con tutt’altra lucidità. E’ proprio questa l’abilità che più è mancata allo stadio di Osaka, al di là di una meta regalata nei primi minuti e delle tante occasioni per segnare sciupate. Errori individuali e tecnici a parte, l’Italia non ha convinto tatticamente contro un avversario che dopo dieci minuti aveva già mostrato una netta inferiorità al largo e di tenuta difensiva generale se attaccato con fasi veloci. Scelte di gioco incomprensibili, troppe esecuzioni lacunose e la poca pazienza in zona punti hanno evidenziato una difficoltà ad essere concreti che se con la Namibia può costare al massimo qualche meta fastidiosa sul groppone, contro avversari di ben altro livello – come All Blacks e Springboks – sarebbero una condanna preventiva senza appello.

Alla prestazione collettiva non di livello – al netto della ampia ed indiscutibile vittoria - seguono logicamente delle pagelle poco lusinghiere per gran parte della truppa, con qualche lodevole eccezione e l’apprezzabile contributo migliorativo dei giocatori entrati dalla panchina.

 

Le Pagelle di Italia-Namibia, primo match del Mondiale di Rugby 2019:

 

Hayward. Decisamente sotto gli standard a cui ci ha abituato, sia in attacco sia in difesa. Lascia il posto a Minozzi senza aver lasciato il segno. Con il Canada servirà una prova di tutt’altro spessore.  Voto 5 +

Padovani. Paghiamo troppo spesso sulla sua fascia ed in generale è sembrato poco reattivo in fase difensiva. Evanescente con la palla in mano, prova negativa. Voto 5 -

Benvenuti. Ha sulla coscienza un paio di errori di handling in situazioni favorevoli ma nel complesso è stato uno dei trequarti più positivi, sia per la capacità di bucare la linea avversaria sia per aver impreziosito la sua prova con un assist da manuale, con un grabber a incrociare sotto la pioggia, per la meta di Bellini. Voto 6 +

Morisi. Nel primo tempo è stato il faro delle nostre manovre offensive, guadagnando sempre metri, ma anche uno dei pochi a cacciare palloni a terra e a stampare gli avversari con placcaggi vigorosi. Si perde un po’ sulla distanza ma rimane tra i migliori visti ad Osaka. Voto 6.5

Bellini. Ordinaria amministrazione per l’altra ala Azzurra che gioca un match diligente senza mai regalare spunti di brillantezza. Puntuale all’appuntamento con la marcatura sul calcetto basso di Beneventi. Voto 6 -

Allan. Si mangia una meta fatta per un passaggio tardivo e basso ad Hayward, poi si riscatta entrando con l’angolo vincente per la meta che ci porta in vantaggio. Bene le trasformazioni e il gioco al piede. Voto 6

Tebaldi. Giornataccia per il nostro mediano di mischia, che contribuisce alla frenesia del primo tempo con scelte di gioco discutibili, usando il piede in maniera pessima e mandando a monte potenziali occasioni dopo aver recuperato palla in attacco. Il suo istinto gli permette di segnare in bandierina con un bel sostegno esterno su Ruzza. Voto 4/5

Parisse. Il capitano, alla sua quinta Coppa del Mondo, delude le aspettative al debutto. Tanti errori individuali, scelte tattiche poco conseguenti, la difficoltà nel rispettare il piano di gioco sono tutti elementi pesanti, nonostante la tanta volontà di lottare, che non aiutano la squadra. Bravo a puntare oltre lo sguardo in conferenza stampa: l’Italia deve trarre lezione dalle difficoltà namibiane per cambiare marcia con il Canada. Il giudizio negativo sulla sua prestazione però non cambia. Voto 5 -

Mbandà. Male anche per il nostro terza aperta, che quasi mai risulta vincente a contatto e che in alcune situazioni difensive è sembrato in ritardo. Tiene tutta la gara ma chiude nell’anonimato. Voto 5

Steyn. A completare la serie di insufficienze in terza linea c’è anche la prestazione sottotono di Steyn, che di solito è tra i motori inesauribili degli Azzurri. Non ha responsabilità specifiche negli episodi, forse paga anche una prova generale deludente, fatto sta che con l’ingresso di Polledri la musica cambia subito in meglio. Voto 5.5

Ruzza. Tanto di cappello per questo “fantasista prestato alla seconda linea”, che meritatamente ha guadagnato il titolo di Man of the match. Tanto lavoro sporco, sacrificio nei placcaggi fino a sanguinare, la capacità di entrare negli spazi e guadagnare il vantaggio sempre. L’assist no-look a Tebaldi (ma sapeva esattamente dov’era) è da guardare e riguardare in loop e sicuramente resterà tra i gesti tecnicamente più belli di questo mondiale. Voto 7.5

Zanni. Si salva dal grigiore generale senza comunque strafare, distribuendo impatti da gladiatore in ogni situazione. In campo fino all’ultimo, che per un senatore è sempre un traguardo prezioso. Voto 6 +

Pasquali. Sfortunato a lasciare il campo dopo mezzora per infortunio alla spalla, gli auguriamo una pronta guarigione. Per la squadra tuttavia la sua uscita (e l’entrata di Riccioni) è stata un mezzo affare. In mischia ordinata non riesce mai ad imporsi sul diretto avversario, a differenza di Quaglio, faticando anche sulla meta tecnica; nei punti d’incontro sbaglia parecchio. Voto 5 -

Bigi. Non si può cominciare un mondiale cannando la prima rimessa laterale (senza contesa avversaria oltretutto) ed innescando così la meta a bruciapelo della Namibia. Nel procedere del match cresce in consistenza e lucidità ma da un tallonare delle sue qualità ci si aspetta una prova molto più lineare. Voto 5 +

Quaglio. E’ grazie alla sua predominanza sul pilone avversario che il nostro pacchetto riesce ad avanzare, guadagnando falli e mete, nel primo tempo. Si vede poco in giro per il campo ma il suo compito primario lo svolge con grande caparbietà. Voto 6 +

 

 

Riccioni. Il più giovane (e inesperto internazionalmente) dei nostri piloni si presenta costringendo un tenuto a terra in difesa e mettendo sotto la controparte in mischia. Un ingresso provvidenziale il suo, che riequilibra l’assetto in spinta e scatena chili e dinamismo in giro per il campo. Voto 7

Polledri. L’altro ingresso decisivo, forse ancora di più perché diventa subito un problema della massima gravità per i sempre più stanchi namibiani che se lo ritrovano dovunque, sempre nel vivo del gioco, sia in attacco sia in difesa. Meritatissima la sua meta e senza un Ruzza strabiliante avrebbe sicuramente strappato il premio di migliore in campo. Voto 7 +

Budd. Porta tonicità al pacchetto di mischia, giocando 35 minuti di buona solidità. Molto bene a contatto e nelle pulizie, grazie a cui il lavoro di penetrazione degli avanti prende quota. Discreto in rimessa laterale. Voto 6+

Ferrari. Rileva Quaglio mantenendo dalla parte azzurra l’equilibrio nelle spinte, in touche assiste bene i saltatori. Manda in porto una prestazione senza grosse sbavature ma anche senza particolari meriti. Voto 6

Fabiani. Al terzo lancio in rimessa laterale viene punito per storta dall’arbitro, che già lo aveva graziato sulle prime due esecuzioni. Poi finalmente prende mano ed aggiusta il tiro, riuscendo inoltre a mettersi in evidenza in molte occasioni per combattività. Voto 5/6

Canna. Bravo a farsi trovare pronto per segnare la meta che chiude ogni discorso agonistico, appena entrato in campo. Prova ad alzare il ritmo in cabina di regia ma si fa beccare in castagna dalla salita delle guardie avversarie in un paio di occasioni. Voto 6

Minozzi. La pioggia e qualche passaggio non ottimale gli rendono la vita più difficile del solito, frenandolo spesso sul nascere. Riesce a dare sfogo alla sua fame di meta a tre minuti dalla fine, anche se immaginiamo sia stato poco più di un assaggino per un goloso della sua tacca. Voto 6 -

Palazzani. Il suo ingresso in campo porta una ventata di chiarezza sul da farsi, dopo aver subito la seconda meta avversaria. Venti minuti senza infamia né lode i suoi ma comunque apprezzabili per la linearità di condotta e buona accuratezza nei passaggi, subito premiati da due mete in pochi minuti. Voto 6 +

 

 

 

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