1 anno fa 22/08/2018 16:43

Umberto Nalio: per alcuni insopportabile, come il peso della verità messa a nudo

Ricordo di Umberto Nalio: imprenditore, dirigente sportivo e giornalista

La palla ovale italiana ha perso una delle sue voci giornalistiche più autorevoli e genuine. Martedì 21 agosto ci ha lasciato inaspettatamente - sicuramente troppo presto - Umberto Nalio, 67 anni, cronista e dirigente sportivo di Rovigo. Un uomo che al rugby e in particolare a quello dello storico club rossoblù ha dato tanto sia con la penna, da giornalista appassionato e graffiante, sia contribuendo in prima persona alla vita della società, per quasi trent’anni da dirigente accompagnatore e calandosi perfino nel delicato ruolo di direttore sportivo nel campionato 2006-2007, stagione difficile in cui i “Bersaglieri”, in crisi finanziaria e partiti con una rosa striminzita di ragazzi usciti dalle giovanili, si salvarono anche grazie alle sue capacità manageriali. Da dirigente si impegnò fruttuosamente in altri due club, il Cus Ferrara e il Villadose, che come la Rugby Rovigo Delta e come il Comitato Rugby Veneto gli hanno dedicato un ricordo commosso.

A dispetto delle sue spiccate doti di cronista e critico sportivo, nonché della tradizione familiare (suo padre era un noto giornalista di Rovigo), Umberto non era nato giornalista bensì imprenditore. Aveva creato un’azienda nel campo dell’erboristeria, di cui era titolare ed amministratore, iniziando solo in seguito e parallelamente alla sua attività professionale a scrivere da pubblicista per il mensile La Piazza e sui  quotidiani La Voce di Rovigo ed il Resto del Carlino, come firma autorevole del rugby cittadino.

Da giornalista-imprenditore è andato oltre la collaborazione ed anche oltre la carta stampata, lanciando nel 2013 (attorniato da una folta schiera di validi collaboratori) il sito internet www.polesinerugby.com, portale imprescindibile per seguire ed approfondire le vicende del rugby rodigino, veneto e nazionale. Una voce locale il cui eco arriva fino alle stanze dei bottoni. La cultura imprenditoriale era così ben radicata nel suo modo di essere che poche cose lo infastidivano, da giornalista, come la scarsa organizzazione, la mancanza di visione e di risultati, la stupidità, lo spreco di risorse economiche ed umane. Ed era una voce libera, quindi spesso fastidiosa. Per alcuni insopportabile, come il peso della verità messa a nudo.

Nelle tribune stampa di tutta Italia, dove arrivava puntualmente in largo anticipo insieme a qualche collega polesano di penna e trasferta, brillava sempre di luce propria. Non era la stessa cosa, non c’era la stessa tensione quando mancava Umberto. E occhio a dirla giusta, a non fare commenti fuori luogo o ti beccavi un rimbrotto – bonario ma sanguigno - dei suoi. Potevi inquadrarlo tra i burberi ma non potevi ignorarne la sensibilità, la capacità di prestare attenzione agli altri, di esprimere gentilezza, signorilità e simpatia.

Amava gli scoop, le anticipazioni, il riuscire a vederci chiaro e lontano, meglio se prima di tutti. Amava anche confrontarsi schiettamente, a volte animatamente, con i colleghi delle testate rodigine e delle altre città ovali. Criticava di gusto ma non si sottraeva alle critiche. Da giornalista padovano ho sempre trovato grande piacere e soddisfazione nel rapportarmi con Umberto, tanto che negli anni era scattato tra noi un patto non detto di reciproca collaborazione e copertura. Un dubbio da fugare? Un venticello da seguire? Un’ipotesi da confermare? Un consiglio sul da farsi? Chiamiamo subito Umberto! Un po’ di sano do ut des di notizie sotterranee, tra Padova e Rovigo, rinforzato da una simpatia epidermica che scaturiva da trascorsi agonistici e legami affettivi. Per tutti gli anni delle giovanili infatti, da petrarchino, ho giocato contro suo figlio Alessandro, mio coetaneo e terza linea di quei giovani rossoblù. Ci piaceva rinverdire qualche bel ricordo di quegli anni, di quelle formazioni giovanili, della rivalità acerrima che in seguito si è trasformata in amicizia e stima profonda, tra avversari destinati per tradizione “ad odiarsi”. Le risate, per cose del genere, non mancavano mai. La curiosità di ficcanasare nel futuro del rugby italico nemmeno.

Mancherà molto all’ambiente ovale uno come Umberto, così puro e così sempre in prima fila, fino all’ultimo. Lunedì mattina, immancabilmente, era allo stadio Battaglini per assistere all’allenamento dei rossoblù di Casellato e quindi alla conferenza stampa di presentazione della campagna abbonamenti per il Top 12 2018-2019. Un malore improvviso lo ha portato via nella notte tra lunedì 20 e martedì 21 agosto.

Alla famiglia Nalio, in particolare alla moglie e ai due figli, esprimo le più sentite condoglianze da parte della redazione di Rugbymeet.

I funerali di Umberto si svolgeranno venerdì 24 agosto, alle ore 16, nella chiesa di San Bortolo a Rovigo.

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