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Il nostro sport sarà protagonista nell’inchiesta aperta dal parlamento inglese per le lesioni cerebrali causate dallo sport. Da martedì prossimo si troveranno per discutere di questo con la presenza dei testimoni che hanno denunciato questo fatto già in passato. 

Questa inchiesta è arrivata dallo studio FIELD che ha fatto sapere come i calciatori professionisti avevano una probabilità molto più alta di morire di malattie neurodegeneative rispetto agli altri membri della stessa età della popolazione. 

Nel 1966 il vincitore della Coppa del Mondo di calcio, Bobby Charlton, con l’Inghilterra ha ricevuto la diagnosi confermando la sua demenza solo lo scorso anno. Con lui altri 4 membri della squadra subirono la stessa solfa, furono Nobby Stiles, Jack Charlton, Martin Peters e Ray Wilson che al momento della loro morte soffrivano della stessa malattia. 

Il presidente del comitato DCMS Julian Knight ha dichiarato: "Questa inchiesta prenderà in considerazione prove scientifiche per collegare lo sport con l'incidenza di lesioni cerebrali a lungo termine. Esamineremo in particolare quale ruolo dovrebbero assumere gli organi di governo nazionali e le loro responsabilità per comprendere i rischi coinvolti per i giocatori e quali azioni potrebbero essere intraprese per evitarli. Stiamo assistendo a una serie di casi di lesioni cerebrali nello sport che probabilmente raggiungeranno le porte dei nostri tribunali e esamineremo anche le implicazioni per lo sport a più lungo termine di qualsiasi azione legale di successo”.

Un gruppo di ex giocatori, guidata da Steve Thompson, aveva aperto una causa con World Rugby dopo aver scoperto di soffrire di demenza dovuto allo sport. Il giocatore campione del mondo infatti ha affermato di non ricordarsi di aver vinto la Coppa del Mondo con il suo paese nel 2003.

Il ministro dello sport Nigel Huddleston ha dichiarato: “Si stanno facendo progressi incoraggianti nella nostra comprensione delle lesioni alla testa nello sport con la significativa ricerca che è in corso. Con il chiaro impegno a lavorare insieme dimostrato da tutti gli organi di governo e dagli operatori sanitari, sono fiducioso che faremo rapidi progressi nel migliorare il benessere delle nostre star dello sport presenti e future.”

 

 

 

 

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