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Alfredo Gavazzi si è ricandidato alla presidenza federale, dopo aver sostenuto due mandati l’imprenditore bresciano ha annunciato la sua candidatura per il quadriennio 2020-2024 ma solo a dicembre dopo aver superato problemi di salute personali e in famiglia.

Nato a Brescia il 24 giugno del 1950, Gavazzi è un imprenditore nel campo della robotica / meccanica (Amministatore Delegato della Tiesse Robot). La sua passione per il rugby nasce nel Rugby Brescia, nel 1970 fonda assieme a Gianluigi Vaccari (padre di Paolo) il Rugby Calvisano. Nel 1987 entra nel Comitato Regionale Lombardo e dal 1996 nel Consiglio Federale prima come tesoriere poi come organizzatore delle partite del 6 Nazioni.

 

Durante una intervista sul canale di Bulldog Rugby-supplies Gavazzi spiega perché si sia voluto ricandidare nuovamente alla guida di Fir: “l’ho sentito come un dovere morale perché ritengo che in questo momento storico la Federazione abbia bisogno di dirigenti. Sia Paolo che Marzio Innocenti hanno sempre ricevuto soldi dal rugby, io li ho sempre spesi per il rugby.”

 

Ecco le dichiarazioni di Alfredo Gavazzi:

 

“Ho avuto un periodo difficile — ammette Gavazzi che negli ultimi mesi ha dovuto affrontare problemi di salute personali e in famiglia — , perciò ho deciso di candidarmi solo a Dicembre.”

“Io il presidente lo ho già fatto per 8 anni, ho deciso di ricandidarmi per scrupolo di coscienza. Degli altri candidati ho fatto una considerazione: Paolo Vaccari è in consiglio federale da 20 anni come rappresentante dei giocatori, non ha mai fatto niente, non si è mai interessato di niente se non nell’ultimo quadriennio relativo alla commissione impianti, forse più perché aveva degli interessi personali…. Paolo è stato un grande giocatore, ma penso che come dirigente nella sua vita non abbiamo mai dimostrato niente”.

“Paolo è come mio figlio, la sua famiglia vive a 50 metri dalla mia, l’ho sempre trattato come un figlio.” tiene a puntualizzare Gavazzi.

 

“L’ho sentito come un dovere morale perché ritengo che in questo momento storico la Federazione abbia bisogno di dirigenti. Sia Paolo che Marzio Innocenti hanno sempre ricevuto soldi dal rugby, io li ho sempre spesi per il rugby.”

 

“Innocenti è sempre stato un giocatore e poi un allenatore ma non ha mai vissuto un’esperienza in società così come Paolo. Io sono un uomo che ha fatto il dirigente tanti anni, a livello professionale ho costituito una azienda che a livello nazionale è una delle migliori nel suo settore, mio papà faceva il fabbro e mia mamma la sarta, mi sono fatto con le mie mani. Penso di avere una esperienza amministrativa e dirigenziale adatta a governare una azienda come la Federazione Italiana Rugby che oggi ha 50 milioni di euro di fatturato.”

 

Riferendosi alla diversa visuale che potranno avere le due tipologie candidato.

“Io sono stato un giocatore mediocre, sono ben consapevole di  non aver avuto le qualità da giocatore di Innocenti ne tanto meno di Paolo. Ho sempre fatto il dirigente, anche quando giocavo ero dirigente.”

 

Posso dire di aver avuto più difficoltà a dirigere la Federazione che a dirigere la Tiesse Robot, la mia volontà di ricandidarmi deriva solo ed esclusivamente dal fatto di poter preparare delle persone che potranno condurre la Federazione”.

“Perché non l’ho fatto prima? Altre persone si sono interessante poco o niente come consiglieri federali….. Non si può pensare di far niente per vent’anni, e perché vivere a Roma è forse più gradevole che vivere a Calvisano, candidarsi per la presidenza federale”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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