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La notizia della riduzione del tetto salariale dei giocatori del Premiership, per far fronte all'emergenza economica causata dal COVID-19, era stata accolta positivamente dal mondo ovale. Peccato che adesso la Rugby Players' Association sia scesa in campo per evidenziare alcune irregolarità commesse a scapito dei giocatori.

Inizialmente i rugbysti del Premiership avevano accettato un taglio del 25% al proprio salario, ma con le nuove disposizioni le società mirano a ridurre l'ingaggio per un periodo di quattro anni. A detta dei rappresentanti della RPA, così come riporta PlanetRugby, i giocatori sarebbero stati sottoposti a pressioni affinchè firmassero contratti modificati, ancor prima del termine di scadenza.

Insomma, l'evento sembra aver aperto le porte ad un'azione legale da parte dei giocatori. Nel frattempo il presidente della RPA, Mark Lamberts (pilone degli Harlequins) ha annunciato che tale comportamento potrebbe indurre i giocatori del Premiership ad uno sciopero.

A riguardo ecco la risposta dei club di Premiership, pubblicata sul Times: “Il benessere dei giocatori è di massima priorità per i club, e la nostra crescente preoccupazione è che gli individui non stiano ricevendo consulenza adeguata in questo momento. Ad esempio, l'RPA esorta i giocatori a non negoziare un compromesso, un'azione di sciopero minacciosa privatamente e opposizioni pubbliche riduzioni senza offrire soluzioni fattibili ha portato a una situazione che non si adatta a nessuno."

 

Foto Rugby Players' Associations

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