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Erano venuti per schiaffeggiarci e ci hanno fatto una faccia tanta a suon di sganassoni. Nulla si crea e nulla si distrugge in questo gioco, lo sapevamo. Ma di cose buone veramente ce ne sono state. E qualche prestazione individuale di quelle da ricordare, pure.

 

PAGELLE

 

Canna : voto 8. Conferma di possedere talento e attitudine per diventare il n.10 di cui l’Italia, da troppo tempo, ha bisogno come il pane. Alterna mani, piede, angoli e direzioni che qualche problema al dispositivo difensivo dell'nghilterra lo crea e permette alla linea di giocare in consistenza. La precisione del piede non è ancora all’altezza delle potenzialità. Ma di gioco ne capisce. Lo aspettano almeno due anni decisivi. Se li userà per alzare il livello delle sue competenze, avremo finalmente il successore di Diego Dominguez. Altrimenti: no.

 

Campagnaro: voto 10.  Non ne sbaglia una. Guardare per credere! Linea del vantaggio superata, cattiveria in zona di collisione, idee chiare anche senza palla in mano, è sempre dove c’è bisogno di dare qualcosa. Complimenti!

 

Biagi: voto 9. Chi dubitava (io fra questi) che potesse essere lui il trattore in seconda linea al quale affidare il lavoro (sporco, oscuro ma fondamentale) svolto da Geldenhuys... sbagliava. Grande partita, grande presenza fisica e grande personalità. Un punto fermo del pack. E quando, a fine partita, il cronista gli suggerisce che il calo del secondo tempo, forse, potrebbe aver avuto ragioni di tipo psicologico, risponde: no! Evita di aggiungere: non dire str...te ma è come se l'avesse detto. Bravo!!

 

Parisse: voto 6. Di stima. La partita meriterebbe forse un 7 pieno. Perché giocatori della sua classe, anche quando giocano su livelli appena sufficienti, sono un gradino su quelli “normali”. Ma il punto concesso per la stima se l’è giocato quando, nel post partita, ai microfoni della Tv, ha fatto risalire le dimensioni della sconfitta all’errore dei “due ragazzini” (Sarto e Bellini) su quella maledetta rimessa veloce (ideona di McLean, ragazzino anche lui?) che ha servito a Joseph la palla per la più facile delle mete. A un giocatore a fine partita si perdona tutto. A un capitano, quasi.

 

Gori: voto 8. Bella partita, gran ritmo e bel piede. Commette un solo errore (badilata a Zanni sotto pressione da rimessa laterale). Per il resto davvero una prestazione di qualità. Gioca ogni pallone con evidente proposito di trasformarlo in qualcosa di efficace. Chapeau!

 

Gega: voto 8. Alla faccia di chi lo considerava molto lontano dal livello richiesto per giocare il Sei Nazioni e, in una parola, unfit per un tale palcoscenico. Palcoscenico che invece lui calca con la maturità di un veterano, esibendo competenze tecniche e comportamentali (ma quanto corre?) di un giocatore di qualità. Dietro Ghiraldini c’è lui.

 

Arbitro Jackson: voto 9. Grazia Haskell che placca McLean in volo e in un paio di occasioni si fa fatica a capire la logica della sua amministrazione della linea del fuori gioco nei pressi del punto di collisione. Poca roba. Lineare e preciso nel valutare ogni situazione. Vede (ginocchio a terra di Parisse!) la stessa azione che il suo collega dublinese una settima fa a Parigi aveva giudicato fallosa, e non fischia. Ha ragione lui! Ha giocato con quelli veri (Saracens) e si vede!

 

 

Giorgio Sbrocco per Rugbymeet

Foto Elena Barbini

Risultati e classifica del 6 Nazioni

Cronaca e tabellino di Italia - Inghilterra