7 anni fa 29/06/2015 15:06

Gary Rees: attaccamento alla maglia

Gary Rees è stato l'archetipo di quello che gli inglesi chiamano One Club Man, in quanto ha legato tutta la sua vita rugbystica ad una sola squadra, il Nottingham RFC. L'openside flanker ha guadagnato 23 presenze con l'Inghilterra in sette anni, tra il



"Spesso, quando ci ritroviamo tra vecchi compagni di squadra, ci si chiede se saremmo sopravvissuti nel rugby di oggi. Siamo tutti d'accordo nel dire che avremmo potuto farcela e che sarebbe stato migliore.Tuttavia,non si possono paragonareepoche diverse." (Gary Rees)

L'openside flanker Gary Rees è stato l'archetipo di quello che gli inglesi chiamano One Club Man, in quanto, come i suoi illustri predecessori Tony Neary, Bill Beaumont e Roger Uttley, ha legato tutta la sua vita rugbystica ad una sola squadra, che tra l’altro non si poteva considerare neppure di alto livello. Gary, infatti, ha indossato sempre la maglia dell'umile Nottingham RFC; nonostante ciò, è riuscito a guadagnare 23 presenze con l'Inghilterra in sette anni, tra il 1984 e il 1991.


Gary William Rees è nato il 2 maggio 1960 a Long Eaton, nel Derbyshare, e ha studiato presso il Trent College di Nottingham, per poi trovare un impiego nel settore bancario.

Nel 1977 Rees ha esordito tra le fila del Nottingham RFC, squadra nella quale sarebbe rimasto tutta la vita e dove, più avanti, avrebbe trovato altri campioni come Rob Andrew e Brian Moore, ma anche Simon Hodgkinson, Chris Oti e Gary Hartley.

Il 21 aprile 1984 il flanker ha giocato la prima di ben sedici partite con la maglia dei Barbarians; una sfida con il Cardiff persa 16 a 52. Due giorni più tardi Rees ha indossato di nuovo la maglia bianco-nera per affrontare lo Swansea. Questa volta il club ad inviti ha vinto 40 a 13.

Notato dall'allora allenatore della nazionale Dick Greenwood, Gary ha debuttato il 9 giugno 1984 a Johannesburg, durante il tour in Sudafrica, quando è entrato in campo per una sostituzione in un match che i bianchi hanno perso 9 a 35. Questa partita, nella quale si è scritta la parola fine sulle carriere di Dusty Hare, John Scott e John Horton, era il secondo test match di un tour contestato a causa del regime di apartheid vigente nel paese sudafricano. L'Inghilterra ha perso entrambi gli incontri con gli Springboks, ma è uscita indenne dalle sfide con le selezioni locali, vincendone quattro e pareggiando con Western Province a Newlands.

Il ragazzo di Long Eaton ha giocato da titolare il 3 novembre successivo a Twickenham, contro l'Australia di Andrew Slack. Il XV della Rosa, però, è riuscito solo a centrare i pali con un unico penalty di Stuart Barnes ed è stato sconfitto 3 a 19.

Un mese più tardi la stessa Australia ha chiuso la sua trionfale tournée, sfociata nel Grande Slam, affrontando i Barbarians a Londra. Rees era schierato nel XV dei Baa-baas, ma la sfida è terminata 37 a 30 a favore dei Wallabies.

Con l'arrivo di Martin Green sulla panchina inglese il flanker è stato dimenticato per tutta la stagione 1985, per poi essere schierato nel XV che ha affrontato l'Irlanda e la Francia durante il Cinque Nazioni del 1986, inanellando una vittoria contro i primi ed una sconfitta con Les Blues a Parigi.

Gary è sceso in campo anche tre volte nel torneo dell’anno successivo, per poi fare altre quattro apparizioni nell’inaugurale Coppa del Mondo nel 1987 in Nuova Zelanda. In quell’occasione gli inglesi sono stati accusati di trattare il torneo alla stregua di una “gita scolastica", come dimostra la sconfitta per 6 a 19 rimediata dai Wallabies durante la fase a gironi; una partita dove i bianchi hanno giocato senza spina dorsale.
I bianchi sono stati sconfitti anche dal Galles nei quarti di finale, perdendo malamente per 3 a 16, e sono tornati prematuramente in patria. Nonostante il fallimento, però, Gary ha avuto la consolazione di segnare la sua prima meta internazionale nel 60 a 7 con cui i sudditi di Sua Maestà hanno sconfitto il Giappone.

Dopo la Coppa del Mondo Rees è rimasto ancora nel giro della nazionale e ha giocato sei partite della stagione 1988, tra cui tutte e tre le prove del tour effettuato in Australia e Fiji, sfociato in due sconfitte con i giallo-oro e un successo per 25 a 12 sugli isolani.

All'inizio di quell'anno il flanker ha marcato anche la sua seconda meta internazionale nella bella vittoria per 35 a 3 sull'Irlanda a Twickenham, nell'ambito del Cinque Nazioni. Nel medesimo torneo Gary è sceso in campo, a gara iniziata, anche nella sfida con la Scozia a Murrayfield, che ha regalato ai bianchi la Calcutta Cup.

Una volta avviata l’era di Geoff Cooke e Will Carling, però, Gary Rees è stato considerato “obsoleto” e ha disputato solamente altre quattro gare nelle stagioni 1989 e 1990, tra l’altro entrando sempre dalla panchina, un paio di volte per ricoprire ruoli diversi dal suo. Con la Romania a Bucarest ha sostituito Dean Richards come Numero 8, mentre con l'Argentina ha giocato al posto di un seconda linea.

Intanto, nel novembre del 1989 e nello stesso mese dell'anno successivo, Rees ha disputato altre due importanti partite per i Barbarians: contro gli All Blacks, con i Baa-baas che hanno perso 10 a 21, e con l'Argentina, dove il prestigioso club ha vinto 34 a 22.

L'ultima apparizione di Gary con la nazionale è stata nella facile vittoria per 37 a 9 contro gli Stati Uniti, l’11 ottobre 1991, durante la Coppa del Mondo casalinga; una partita che ha visto anche il suo compagno di squadra del Nottingham Simon Hodgkinson fare il saluto finale.

Rees ha giocato per Nottingham sino alla stagione 1996-97, con la squadra che nel 1992 è retrocessa in seconda divisione senza più risalire nella massima serie. Il flanker ha raggiunto con il club bianco-verde la quota di 307 presenze.

In seguito Gary ha lavorato come assistente allenatore sempre nel Nottingham, tanto per non smentire il suo attaccamento alla maglia.

 

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