1 anno fa 11/12/2017 11:33

La psicologia dell'arbitro di rugby

Ovalmente: la rubrica di Mental Coach

Se ogni tanto vi sentite soli provate a pensare a un arbitro mentre cerca di far rispettare le regole di gioco in mezzo a trenta giocatori carichi di adrenalina, dopamina ed endorfine e circondato da un pubblico non proprio incline a perdonare.

Vi sentite meglio adesso?

In verità, ciò che deve fare un arbitro è molto più che far rispettare le regole, perché è corresponsabile del corretto svolgimento agonistico dell'intero match.

Scrivo dopo aver visto, recentemente, un match di Eccellenza sfuggito completamente di mano alla terna arbitrale e finito con giocatori estremamente nervosi, con un gioco duro fine a se stesso, con poco spettacolo e un pubblico inferocito.

Perché è accaduto?

Come può un arbitro evitare che tutto questo accada?

Inizierei riflettendo sul fatto che un arbitro (esattamente come un genitore con i figli) deve mostrarsi autorevole senza cadere nella tentazione dell'autoritarismo. Nel primo caso (autorevolezza) sono i giocatori stessi a riconoscere la forte, carismatica presenza dell'arbitro in campo e vengono così portati a limitare spontaneamente i propri comportamenti. Nel caso dell'autoritarismo, invece, si assisterà a uno scontro di personalità in cui l'arbitro cerca di prevalere nella battaglia psicologica con i giocatori basandosi solo sull'importanza del proprio ruolo.

Come si può, allora, diventare autorevoli?

Comunicando tanto e bene. Con le parole e con il linguaggio del corpo. Accettando il confronto senza fuggire dalle responsabilità.

Pensiamo a Nigel Owens e questa riflessione diventerà quasi banale.

Per riuscire a comunicare bene, l'arbitro dovrà essere in grado di accettare e gestire il proprio livello di stress. Se riuscirà in questo compito, tutto gli diventerà più facile: anche accettare di poter sbagliare, di doversi correggere, di dover chiedere aiuto ai giocatori per riportare alcuni comportamenti lungo i binari stabiliti.

Queste considerazioni sono valide non solo quando l'arbitro si interfaccia con i giocatori in campo, ma anche con i soggetti fuori dal campo: allenatori, addetti ai lavori e pubblico. Con questi non potrà utilizzare le parole, ma dovrà affinare le sue capacità di comunicare con il corpo: gesti chiari e decisi, seppure calmi e ragionati, e una chiara capacità di prendere decisioni.

Un arbitro autorevole, che conosce la sua psicologia e quella degli altri, avrà sicuramente risultati significativi: nelle manifestazioni di rispetto che riceverà, nel gioco ordinato in campo e, perché no, anche nello spettacolo che le squadre potranno regalare a tutti gli appassionati.

 

Foto Daniela Pasquetti

notizie correlate

Le designazioni arbitrali per la RWC 2019

Le designazioni arbitrali per la RWC 2019

Nigel Owens dirigerà la gara inaugurale e Italia-Canada, per il Sudafrica designato Wayne Barnes
Il placcaggio di Tongan Thor su Christian Lealiifano [VIDEO]

Il placcaggio di Tongan Thor su Christian Lealiifano [VIDEO]

Voi cosa ne pensate? E' corretta l’interpretazione dell’arbitro?
Marius Mitrea designato per la finale di Top12

Marius Mitrea designato per la finale di Top12

L'arbitro della sezione di Udine alla sua quarta finale
RWC 2019, i 23 arbitri selezionati da World Rugby

RWC 2019, i 23 arbitri selezionati da World Rugby

Scelti gli arbitri che andranno in Giappone per la Rugby World Cup
Andrea Piardi al debutto in Guinness Pro14

Andrea Piardi al debutto in Guinness Pro14

L’arbitro italiano raggiunge Mitrea nel panel internazionale del Pro14

ultime notizie di Mental Coach

notizie più cliccate di Mental Coach