25 giorni fa 24/01/2019 16:53

Una franchigia italiana di Top12 per la Challenge Cup

La proposta nata da Vaccari sembra essere appoggiata in Veneto

L’idea è nata dopo la qualificazione delle due italiane Rugby Rovigo e Rugby Calvisano alla finale di Continental Shield, la matematica certezza di avere un’italiana in Challenge Cup la prossima stagione ha dato spunto a una mezza dichiarazione del presidente del Rugby Calvisano Alessandro Vaccari durante un’intervista dell’accreditata rivista mensile All Rugby.

La proposta di partecipare alla prossima Challenge Cup con una selezione dei migliori giocatori del Top12 è voluta per cercare di evitare figuracce dovute a sconfitte troppo pesanti e per far crescere il livello dei migliori giocatori che militano in Top12. Dal veneto sembrano arrivare consensi: “L'idea lanciata dal comitato dello scudetto 1988 è quella di comporre una "franchigia federale" rodigina per partecipare alle competizioni europee. Si auspica la nascita di un comitato specifico in grado di approfondirne la fattibilità, aprendo un dialogo nuovo con la Fir e con le principali istituzioni provinciali”, si legge nella nota del Gazzettino di Rovigo.

I russi dell’Enisei in questa Challenge Cup hanno rimediato una batosta dopo l’altra, 407 i punti incassati nelle 6 partite della fase regolare, una media di ben 67 punti subiti a partita. E’ necessario evitare questo tipo di risultati, poi, sale in cattedra la curiosità per un ipotetico confronto tra il Rovigo o Calvisano di turno davanti a Zebre o Benetton (si spera sia qualificato in Champions Cup la prossima stagione), cosa alquanto improbabile visto che le italiane non saranno inserite nello stesso girone.

Infine appaiono spontanee alcune domande: Chi sarà il selezionatore? Chi allenerà? Quale sarà lo stadio? Sabato ricomincia il Top12 con il girone di ritorno, aggiornamenti in merito nei prossimi mesi.

 

Foto Alfio Guarise

 

 

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Samuele Bartolini  25 giorni fa

Vedo la realizzazione di questa intelligente iniziativa oggettivamente improbabile per i seguenti motivi: 1) I club non si metteranno mai d'accordo, non riescono a formare una lega comune, figuriamoci questa franchigia. 2) chi ci mette i soldi? 3) Può succedere che il Calvisano di turno in questo modo risparmierà le forze di un certo numero di suoi giocatori per usarle durante il campionato, ma perché il rovigo o il padova o la lazio dovrebbe mandare giocatori che poi tornano stanchi e magari infortunati? 4) Quando si allenano? 5) Chi decide le selezioni? 6) E i tiifosi? quale identità avrà questa squadra (si spera non facciano l'errore delle Zebre, dopo 6 anni ancora allo stadio ci vanno 1000 persone, di cui 2/3 non di Parma. Preoccupante se non paradossale.

Kristian Gatta  24 giorni fa

La franchigia è la soluzione intelligente per evitare imbarcate colossali da 80/100 punti, e ne sarei felice soprattutto per lo spirito di collaborazione, unione e sostegno reciproco tipico del rugby. Molto felice. Soprattutto per eliminare sto cavolo di assurdi campanilismi sopra elencati... Per le magliette le facciamo tinta unita color indaco chiaro.

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