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Le Zebre Rugby Club torneranno ad allenarsi da lunedì 18 maggio, data che segna la riapertura degli impianti sportivi della Cittadella del rugby di Parma dopo lo stop imposto lo scorso mese per l’emergenza sanitaria del covid-19.

Benetton Rugby aveva annunciato la ripresa degli allenamenti da questa mattina ma un comunicato Federale di ieri aveva specificato la possibilità di riprendere gli allenamenti soltanto a livello individuale. I bianco verdi proprio lunedì si erano sottoposti ai controlli sanitari per riprendere in sicurezza l’attività sportiva. Da Treviso però tutto tace.

Ma torniamo alle Zebre, fino al 18 maggio i giocatori della franchigia federale potranno comunque proseguire individualmente le loro sessioni di allenamento anche lontano da casa, in ottemperanza al decreto ministeriale dello scorso 26 aprile, il quale disciplina l’attività motoria oltre i pressi della propria abitazione.

 

Le parole del dott. Rocco Ferrari, responsabile medico dello Zebre Rugby Club, intervistato lunedì scorso dalla Gazzetta di Parma.

“Ci stiamo organizzando per garantire la massima sicurezza sanitaria ai nostri atleti. Prevediamo di poter riprendere gli allenamenti alla Cittadella del Rugby di Parma il 18 maggio, data entro la quale avremo modo di effettuare i test secondo le linee guida individuate dalla regione Emilia-Romagna e dalla Federazione Medico Sportiva. Solo successivamente verranno ripresi gli allenamenti, prima individuali, poi a piccoli gruppi”.

 

 

La nota Fir sulla ripresa degli allenamenti: 

La FIR, in relazione al DPCM  del 26.4.20 contenente le misure governative dirette a disciplinare la cosiddetta “Fase 2” della gestione della pandemia da COVID-19, al quale ha fatto seguito una circolare ministeriale esplicativa in data 3 maggio 2020, premettendo che tutte le competizioni nazionali della corrente stagione sportiva sono sospese, intende precisare alle proprie Società quanto segue: 

- L’ articolo 1 lettera G del citato decreto consente lo svolgimento di allenamenti a porte chiuse di atleti - professionisti e non - di interesse nazionale delle discipline individuali, in vista dei Giochi Olimpici o altre manifestazioni nazionali o internazionali, nel rispetto delle norme di distanziamento e divieto di assembramento.

- La circolare ministeriale esplicativa aggiunge, sulla base di un’interpretazione sistematica delle varie disposizioni, che, “come ogni altro cittadino”, anche gli atleti - professionisti e non - di discipline di squadra  possono svolgere attività sportiva individuale , in aree pubbliche e private, nel rispetto del distanziamento sociale e del divieto d’assembramento.

Ciò premesso si deve quindi affermare che, allo stato attuale, sia stata soltanto confermata la facoltà agli atleti di discipline non individuali, quali il rugby, di svolgere un’attività sportiva a livello individuale, secondo le prescrizioni sopra indicate.

- Diverso aspetto, non toccato dal DPCM del 26 aprile u.s., che si auspica possa essere disciplinato in conseguenza delle misure che saranno adottate dal 18 maggio 2020, è quello invece delle prescrizioni a carico delle Società sportive  organizzatrici dell’attività, per poter aprire le proprie strutture alla frequentazione dei propri tesserati.

- Pertanto, in assenza di ulteriori disposizioni si deve concludere che le società non possano allo stato autorizzare sessioni di allenamento nelle loro strutture.

 

 

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