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Andrea Marcato - Foto Stefano Delfrate
Andrea Marcato - Foto Stefano Delfrate

Un inizio stagione non certo entusiasmante, “La fine di un ciclo”, oppure “Non è più il Petrarca degli scorsi anni”, queste alcune delle critiche iniziali piovute sul Petrarca Rugby orfano per gran parte della stagione di Scott Lyle, il giocatore straniero di punta e miglior piazzatore della squadra. Poi un campionato affrontato da protagonista grazie a una delle rose più complete e competitive della Serie A Elite, il terzo posto nella stagione regolare e la vittoria, da sfavoriti, nella semifinale Playoff al Battaglini nel Derby d'Italia con Rovigo. Andrea Marcato e il suo Petrarca si qualificano per la quarta stagione consecutiva alla finale Scudetto, affronteranno il Rugby Viadana mai battuto nei due precedenti in stagione regolare (un pareggio e una sconfitta ndr). 

Per l'allenatore del Petrarca Andrea Marcato si tratterebbe, in caso di vittoria, del terzo scudetto in carriera a 41 anni, un record difficile da battere. Rugbymeet lo ha intervistato nella settimana che porta alla finalissima di domenica 2 giugno al Lanfranchi di Parma. 

Come valuti il percorso del Petrarca?

“Per noi è stato un campionato un pò più difficile rispetto agli anni scorsi, in Italia spesso vengono espresse opinioni personali con pochi dati alla mano, siamo stati criticati come se fossimo una squadra finita quando abbiamo perso 4 partite (tutte di pochi punti di scarto) ma alla fine della stagione risultiamo il miglior attacco, la squadra che ha segnato il maggior numero di mete, tutto questo avendo giocato la maggior parte della stagione senza Scott Lyle, il nostro calciatore principale".  

“Faccio i complimenti a tutti perché siamo stati un gruppo resiliente, bravi ad uscire dalle difficoltà con le nostre forze”.

"Siamo arrivati in finale nonostante una formula Playoff completamente diversa che avrebbe potuto cambiare gli scenari. Indubbiamente ci è voluta un pò di fortuna e noi con Rovigo, privo del loro numero 10 titolare Atkins, abbiamo avuto la meglio”.

Saluti dopo 7 anni per un nuovo percorso in FIR, cosa ti rimane delle stagioni passate con Petrarca?

“Ho dato tutto me stesso in questi anni, avevo iniziato quando ero un ragazzino che allenava la squadra della sua città. Ho fatto sette anni di cui solo gli ultimi da head coach, davvero un gran privilegio. Lascerò tantissimi ricordi, amici, persone con cui ho condiviso gioie ed emozioni".

In finale c'è il Viadana delle sorprese

“Siamo arrivati ai Playoff non da favoriti, tutti davano in finale altre squadre, ora per la prima volta giochiamo da sfavoriti. Sicuramente mancherà l’emotività di una finale con Rovigo ma abbiamo comunque grande rispetto di Viadana, ha entusiasmato tutti, per questo va dato merito a staff e giocatori. Giocano un rugby piacevole e hanno individualità importanti nei trequarti, Sauze su tutti. Loro hanno avuto pochi infortuni. Sicuramente dovremo stare molto attenti ma arriveremo pronti, è una finale e sarà una partita diversa da quelle viste in stagione, può succedere di tutto".