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Campionati di rugby fermati dal Coronavirus, ogni tipo di attività di squadra e/o in gruppi numerosi è assolutamente vietata e ai giocatori di rugby non rimane altro che la possibilità di allenarsi individualmente a corpo libero in casa, in giardino o al parco.

 

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Le squadre di TOP12 per “combattere” questa emergenza si sono organizzate con l’invio di programmi individuali ai propri giocatori. Parte oggi la seconda settimana di allenamenti individuali con programmi da eseguire in casa, a seconda dei mezzi a disposizione, e all’aperto. Obbiettivo tenersi in forma pronti per un eventuale via libera dopo il 3 aprile, data in cui, teoricamente, termineranno le limitazioni imposte dal governo per contenere il virus Covid-19.

L’Italia è stato il primo paese a sospendere i campionati, a seguire l’esempio la Francia. Negli ultimi giorni hanno comandato il “postponed" PRO14, Super Rugby e infine anche la Premiership inglese. Vista la tendenza, ad oggi, sembra molto lontana la ripresa dell’attività sportiva.

 

Memore della riunione di Bologna di 10 giorni fa tra i vertici delle squadre di TOP12 e il presidente Fir Alfredo Gavazzi, è il presidente del Rugby San Donà Alberto Marusso a sbilanciarsi sul prosieguo del massimo campionato domestico che, con quattro partite da recuperare, potrebbe allungarsi di un mese extra.

“Se l’epidemia del Coronavirus passa e si potrà tornare a giocare diciamo da metà aprile, il campionato si potrà concludere a maggio con i playoff scudetto. Una fase finale tra le squadre che di fatto questa stagione sono in corsa per il titolo è la soluzione a cui la maggior parte dei club ha acconsentito.”

 

Per quanto riguarda i playout? Cosa c’è in programma per le squadre che lottano per la permanenza in TOP12?

“Come Rugby San Donà noi non abbiamo nessun timore di farli, si è solo parlato dell’ipotesi playoff scudetto. Io, come molti presidenti delle dodici società, sono a favore del congelamento del campionato.”

 

Lo scudetto dovrebbe quindi essere assegnato assieme al diritto di partecipare al prossima Challenge Cup. Ma alcune squadre di Serie A, come ad esempio il Verona Rugby, hanno investito risorse economiche con l’obbiettivo della promozione. Che campionato sarà quello sella prossima stagione se in questa non retrocederà nessuno?

“Siccome ci sono alcune squadre di A che hanno investito penso che la soluzione più corretta sia allargare la prossima stagione a 14 squadre, con 4 retrocessioni dalla stagione 2020/21 in modo da tornare a 12 in quella successiva.”

“In questo momento tutti i giocatori sono fermi, con le difficoltà che hanno nell’allenarsi nelle loro abitazioni - continua Marusso -. Se il campionato dovesse riprendere ad aprile dopo 3 settimane di stop forzato c’è il rischio di far giocare delle partite a dei giocatori poco preparati fisicamente, aumentando il rischio di infortuni.”

 

Forse c’è anche un discorso economico? Allungare il campionato fino a giugno diventerebbe un problema per alcune squadre non disposte a pagare una mensilità in più ai giocatori?
“Di sicuro da parte del Rugby San Donà c’è la volontà di rispettare i contratti, se si dovrà giocare un mese in più andranno fatte delle valutazioni. Ma ora è presto per parlarne” conclude Marusso.

Valutazioni rimandate quindi per forza di cose a dopo il 3 aprile quando si saprà se le misure adottate dal Governo verranno ridotte, rinnovate o nel peggiore dei casi, ulteriormente prolungate.

 

Leggi anche: Le quattro ipotesi per concludere il TO12

 

 

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