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Foto All Blacks
Foto All Blacks

«C'è un libro sugli All Blacks con questo titolo: "Niente teste di cazzo". Rende l'idea? Ai calciatori ho detto sarà il regalo di Natale».

La frase l'ha pronunciata Luciano Spalletti, neo ct dell'Italia del calcio, al raduno di Coverciano per i prossimi impegni contro Malta e Inghilterra. La riportata Enrico Currò su Repubblica e la dice lunga sul potere attrattivo degli All Blacks anche fuori dal mondo del rugby. In quel mondo dorato del calcio italiano lontano anni luce per popolarità, risorse economiche, appeal mediatico, struttura organizzativa, eccetera da quello della palla ovale. Ma poi dichiarazioni del genere svelano che anche i suoi più importanti protagonisti, il ct dell'Italia 4 volte campione del mondo e 2 d'Europa (anche se ora è in crisi) mica un allenatore di Terza categoria, vedono il rugby come modello. O perlomeno la sua Nazionale più popolare e iconica.

IL LIBRO - "Niente teste di cazzo. Lezioni di vita e di leadership dagli All Blacks" è un libro dalla copertina tutta nera (poteva essere diversamente?) e una palla da football americano al centro (e qui si vede l'ignoranza rugbistica di chi l'ha pensata) scritto da James Kerr, pubblicato in Italia da Mondadori nel 2019. È definito il best seller internazionale del coaching. Il titolo è il mantra degli All Blacks. Uno dei motivi per cui secondo gli spot editoriali sono diventanti la squadra più vincente della storia, ma non ditelo agli Springboks...

IL MANTRA - Spalletti con questa frase dimostra di volerlo portare dentro la nazionale italiana il mantra "Niente teste di cazzo" non come slogan, ma nei comportamenti dei giocatori, dello staff, dell'intero gruppo azzurro. «Qui si fanno le cose seriamente, non abbiamo spazi differenti - continua nella sua dichiarazione - Siamo disposti a questo sacrificio per portare a casa la pagnotta del risultato. Non c'è spazio per le banalità. Mi sono segnato un sacco di senza. Senza arroganza, presunzione, superficialità, indugi, remore, confini, ruolo, tempo. Tutto senza, nel senso che non c'è spazio per altro, se non per portare a casa il risultato, perché noi dipendiamo da quello. Non butteremo via i rapporti costruiti qui dentro, poi ci rimarranno se li viviamo intensamente. Ma poi conta il risultato: dobbiamo impegnarci in profondità e totalmente».

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